Dopo un lunghissimo inverno l’estate tarda ad arrivare, ma la natura si è comunque risvegliata con mille colori, vaghi profumi, delicati tramonti, alberi antichi protettori di case e masserie che si rivestono di foglie danzanti. La visione degli alberi non è soltanto un bello spettacolo, è un canto, un inno alla luce, alla gioia che può apprezzare chi cammina sopra pensiero o più spesso con tanti diversi pensieri che si materializzano al rientro a casa. Erano tanti l’altro giorno ad assistere alla felicità di un albero secolare che ospitava sotto la sua chioma 2 classi elementari alla chiusura dell’anno scolastico. Una grande quercia che si rallegrava e raccontava i suoi segreti ai bambini curiosi e rapiti; una festa di musica e danza, girotondi e balli etnici, al suono di violino, tamburello e fisarmonica sulla vecchia aia abbandonata. Sembrava di godere della frescura profumata dell’Olimpo perché siamo in piena Magna Grecia, baciata dagli Dei. Su quella stessa aia, sotto quella stessa quercia circa un secolo fa si lavorava soltanto; la paglia imbizzarrita dal vento bruciava gli occhi; gli animali scuotevano gli insetti con la coda, il sole implacabile ignorava la fatica dell’uomo. E mentre la sete di oggi si spegne con una lattina di coca cola, allora si leniva con l'acqua tiepida del pozzo che sapeva di calce sudore e lacrime. Forse dovremmo dedicare più tempo alla natura, rispettare i suoi silenzi, stupirci dei suoi mutamenti: è l’unica nostra vera amica che provvede a ciò che ci manca, copre le nostre miserie con una insostituibile ricchezza. Potremmo imparare tante cose dalla natura che sembra muta ma ci parla, sembra discreta ma ci invade, sembra modesta ma è regale.
All’ombra degli alberi i riti antichi dell’aia tra balli e canto
di Margherita Lombardo di Cumia Dopo un lunghissimo inverno l’estate tarda ad arrivare, ma la natura si è comunque risvegliata con mille colori, vaghi profumi, delicati tramonti, alberi antichi...
