Potrebbe esserci una matrice politica dietro il raid di venerdì notte a Roma, in un pub del quartiere Garbatella, dove sei ragazzi sono stati aggrediti a bastonate da un gruppo di persone con il volto coperto. Dopo aver picchiato i giovani, il commando è scappato senza lasciare traccia. «Pezzi di merda, vi spacchiamo», avrebbero urlato i violenti facendo irruzione nel locale «Birra +», in via Alessandra Macinghi Strozzi 14, mentre si scagliavano verso alcuni avventori. Il fatto è avvenuto intorno alle mezzanotte e il bilancio è di sei ragazzi, di cui due minorenni e una ragazza, feriti e medicati in ospedale per lesioni lievi. Tutto è avvenuto in pochi minuti e le vittime non sono riuscite a riconoscere i responsabili. «Io ero fuori a fumare una sigaretta con una ragazza - racconta Federico, 18 anni, uno dei ragazzi presi a bastonate durante il raid - all’improvviso abbiamo visto questo gruppo di circa 8 persone, con il volto coperto, il casco in testa e un cappotto scuro chiuso fino al mento. Si sono scagliati contro di noi usando i bastoni e colpendoci alla cieca. Io mi sono preso un bastonata in testa - dice il giovane indicando i punti di sutura sul cranio - Anche la ragazza che era con me è rimasta coinvolta. Poi sono entrati nel locale dove c'erano altre persone, tra cui un ragazzo che lavora nel pub, e hanno fatto lo stesso con loro». Federico è ancora scioccato da quanto accaduto e non sa spiegarsi il motivo del raid, nè sa dire chi potrebbero essere gli autori. «Non ho idea di chi può aver fatto una cosa del genere - aggiunge il giovane liceale - Mi è sembrato di sentire un accento romano, ma non ne sono sicuro». Federico è stato medicato in ospedale a causa di una ferita alla testa causata da una bastonata. La sua prognosi è di 10 giorni. Anche gli altri ragazzi aggrediti se la sono cavata con poco, ma rimane la paura. Nel locale in cui è avvenuto il pestaggio, il giorno dopo si contano i danni. Oltre alle macchie di sangue ancora visibili sulle pareti, nel raid sono stati danneggiati anche alcune suppellettili e il registratore di cassa. Sulla vicenda indaga la polizia che ha sentito i ragazzi coinvolti per ricostruire i fatti. Secondo quanto emerso, i sei giovani frequenterebbero un centro sociale della zona, ma non sarebbero elementi di spicco. Proprio questo dettaglio, però, crea dei dubbi agli investigatori, che al momento non escludono neanche altri motivi. Al vaglio degli investigatori, infatti, ci sono anche altre testimonianze e le immagini delle telecamere presenti in zona. I giovani, comunque, avrebbero raccontato di non conoscere i loro aggressori e di non aver capito i motivi del gesto. Il pub, inoltre, è frequentato solitamente da studenti del liceo romano Socrate, noto per altri fatti di cronaca. Nel mese di maggio, infatti, per la seconda volta in tre mesi, è stato affisso uno striscione contro gli omosessuali. Nel 2010, invece, sempre il quartiere di Garbatella, fu teatro di un’altra aggressione, anche questa probabilmente di matrice politica. La notte tra il 5 e il 6 febbraio, infatti, tre ragazzi sono stati assaliti mentre uscivano dal centro sociale «La Strada», dopo un’iniziativa a sostegno di Radio Onda Rossa. Il raid, anche in questo caso, fu condotto da un gruppo di incappucciati che con bottiglie e coltelli hanno assalito le vittime.
Raid al pub bastonate ai clienti, sei in ospedale
Gli aggressori coperti dai caschi. Forse la politica dietro l’assalto
