Roma Capitale

Incendio nella discarica Rientra l’allarme diossina

Gli esami dell’Arpa escludono rischi di inquinamento

COLLEFERRO Ringraziando Dio, la diossina non c'è. Tirano un sospiro di sollievo i residenti della Valle del Sacco che, dopo la densa nube nera alzatasi 12 giorni fa con l'incendio divampato nella discarica di Colleferro, vengono rassicurati dalla mancanza di strascichi inquinanti negli esiti della relazione che l'Arpa Lazio ha inviato ai Comuni del comprensorio. Tredici dei quali hanno, tuttavia, deciso di istituire un «tavolo permanente dei sindaci della Valle del Sacco per mettere a punto una strategia comune di contrasto all'inquinamento ambientale provocato dagli impianti di Colleferro e Paliano e di altri che, eventualmente, si volessero installare». Il riferimento è al progetto per un nuovo impianto di «Trattamento Meccanico Biologico» (Tmb) a Colleferro, proprio nei pressi della discarica di Colle Fagiolara dove mercoledì 11 è divampato l'incendio domato solo dopo alcune ore. I sindaci di Paliano, Anagni, Acuto, Serrone, Piglio, Fiuggi, Olevano, Segni, Montelanico, Gorga, Carpineto, Gavignano e Valmontone torneranno a riunirsi il 16 luglio: «È tempo di muoverci uniti per far sentire la nostra voce presso gli organi territorialmente competenti in tema di rifiuti e di gestione del ciclo dei rifiuti». Il sindaco di Colleferro, Mario Cacciotti, non ha aderito al tavolo permanente dei suoi colleghi, ma domani incontrerà l'assessore regionale ai Rifiuti, Michele Civita, proprio per discutere del progetto dell'impianto Tmb di Colle Fagiolara. Contro la permanenza della discarica si schiera il deputato Renzo Carella. «Non è più rinviabile un incontro con la Regione - avverte il parlamentare del Pd - per stabilire una volta per tutte la chiusura della discarica come da anni chiediamo e un diversa collocazione degli impianti di trattamento». Un sito «allo stato attuale illegale», denunciano i residenti dell'associazione Retuvasa che chiedono «l'installazione di un sistema di misurazione in continuo per il biogas quotidianamente emesso». Nell'attesa, i residenti vengono per adesso rassicurati dalle analisi della qualità dell'aria post-incendio: «Tutte le concentrazioni misurate nel giorno dell'evento e nel giorno precedente e successivo, nelle centraline prese in esame, sono risultate inferiori ai limiti previsti dalla normativa. Inoltre, nel giorno dell'incendio non si evidenzia un incremento significativo degli inquinanti monitorati» ha scritto l'Arpa Lazio assicurando che «seguirà la relazione finale riportante i dati relativi alla concentrazione dei microinquinanti (IPA, diossine, ecc.)».

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