Roma Capitale

Multiservizi, le due facce di Marino

Il capogruppo della Lista Marino, Giansanti, dipendente del consorzio che ha preso l’appalto

Che la vicenda Multiservizi, la municipalizzata al 51% Ama che si occupa praticamente di tutti i servizi comunali, dalla manutenzione del verde, agli asili nido, alla guardiania dei musei, avesse un sapore politico lo si era compreso già dall’annuncio a sorpresa dell’assessore alla Scuola, Alessandra Cattoi, di non aver rinnovato il contratto alla società e di aver affidato tramite gara Consip, i servizi comunali, per un importo di 48 milioni di euro. A confermare una strada più politica che economica una denuncia inviata da dipendenti della Multiservizi alla Commissione elettorale di Roma Capitale, alla Procura regionale della Corte dei conti, alla Procura della Repubblica, alla commissione elettorale della prefettura di Roma, sull’incompatibilità del consigliere della Lista Marino (capogruppo), Luca Giansanti. E già perché il capogruppo della Lista Marino è un dipendente del Cns-Consorzio Nazionale Servizi, quello cioè al quale è stato affidato l’appalto plurimilionario della Multiservizi. Un affidamento senza gara che rischia di lasciare per strada centinaia di operatori, che anche ieri hanno manifestato davanti alla sede dell’Assemblea del Pd. L’incompatibilità del capogruppo della Lista Marino è dovuta all’art.63 del d.lgs. 267/2000 che prevede che «non può ricoprire la carica di consigliere comunale, tra gli altri, colui che come titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento ha parte, direttamente o indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti nell’interesse del comune o della provincia». A causa dello stesso articolo l’allora consigliere comunale Pdl, Antonello Aurigemma, in quanto titolare di una rete di Caf fu dichiarato incompatibile e decadde dalla carica di consigliere comunale. È lo stesso Giansanti a confermare a Il Tempo di «essere dipendente del consorzio e di ricoprire il ruolo di responsabile commerciale. Non vedo proprio dove sia l’incompatibilità», commenta aggiungendo di «cadere dalle nuvole» e di «essere sereno anche perché - precisa - la gara è stata svolta dal Consip e dunque al ministero dell’Economia, il Comune non c’entra affatto». Ma se sarà la giustizia a determinare poi se ci siano o meno degli illeciti, e un danno erariale, spetta alla politica fare immediata chiarezza. Certamente il fatto che il capogruppo della Lista Marino, ovvero colui che, ad esempio, partecipa alle riunioni decisive per la calendarizzazione delle delibere da trattare, sia dipendente del consorzio che entra (alla grande) sulla piazza più importante d’Italia, e d’Europa, per l’erogazione dei servizi, cozza non poco con l’opportunità politica. Il fatto poi che si parli della lista che porta il nome del sindaco, rende ancora più stonata una "sinfonia" tutta ancora da suonare. Il fatto che la Cattoi stessa abbia confermato di non sapere quanti dipendenti abbia la Multiservizi pur «garantendo il posto a tutti», è un’ulteriore aggravante. Come il silenzio, assordante e inconcepibile, dell’Ama che detiene il 51% della Multiservizi e che, senza di essa, finirebbe praticamente sul lastrico. Così come il socio privato, la Manutencoop, potrebbe presto passare dal silenzio al fracasso di un esposto a Procura e Corte dei conti.

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