Roma Capitale

Scambio di provette al Pertini. Giallo sulla denuncia di un altro caso

Una coppia di Napoli: "La bambina non è nostra". E chiede un milione di euro di risarcimento. Ma i referti sarebbero stati falsificati Il precedente di aprile

Sono trascorsi poco più di due mesi da quando, ad aprile, una donna romana scoprì di portare in grembo figli non suoi a causa di uno scambio di provette nel centro per la fecondazione assistita dell'ospedale Pertini di Roma. Un errore che potrebbe non essere isolato. Oggi arriva infatti la denuncia di Giacomo Gentili. "A dicembre mia moglie si è sottoposta ad un ciclo di fecondazione assistita - racconta all'Adnkronos Salute -. Il tentativo è andato in porto ed è rimasta incinta di una bambina. Ora la gravidanza è giunta al sesto mese. Ma a maggio, dopo essersi sottoposta ad amniocentesi di controllo, abbiamo scoperto che il profilo genetico del feto non è compatibile né con quello materno né con quello paterno". Gentili, che vive a Napoli con la moglie, ha mostrato ad Adnkronos Salute i referti degli esami eseguiti che confermano la non corrispondenza del profilo genetico del feto con quello materno. Dopo lo choc iniziale la donna ha deciso di portare comunque avanti la gravidanza.   L'ospedale accusa: falsificati i referti. Il direttore generale dell'ospedale Pertini, Vitaliano De Salazar, sta verificando la situazione, perché al momento non risulta nessuna denuncia. Nel frattempo Paola Grammatico, direttore del dipartimento di medicina molecolare dell'ospedale San Camillo Forlanini (laboratorio che avrebbe certificato l'incompatibilità del profilo genetico ndr), assicura all'Adnkronos Salute: "I referti con la mia firma sono dei falsi. È stata usata carta intestata su cui poi è stato effettuata una manomissione su dati di altri referti, ma, a un'analisi approfondita il codice utilizzato non corrisponde alla tipologia di codici che noi attribuiamo ai campioni. Inoltre l'incompatibilità del profilo genetico del feto con quello materno è stata valutata sulla base di una proteina, ma con questo tipo di analisi nessuno avrebbe mai potuto identificare un'incompatibilità genetica".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.