Roma Capitale

A lezione di fede e di politica

Corso per approfondire una disciplina che è «elevata forma di carità»

È intitolata ai Santi Aquila e Priscilla, la parrocchia ubicata al margine del quartiere Marconi, quello con la più alta densità abitativa della città, verso il fiume Tevere. Una popolazione di circa 25.000 anime, di cui più o meno il 15% sono frequentanti. Una famiglia di famiglie, la parrocchia dedicata alla coppia di santi fabbricanti di tende giudei convertiti al cristianesimo, eretta nel ’71, inaugurata nella sede attuale dal cardinal Poletti nel ‘92 e consacrata da San Giovanni Paolo II nello stesso anno. «Attualmente si vive un grande ritorno di giovani verso il quartiere. L’area era, infatti, abitata da molti anziani, giunti tra il 1950 ed il 1960», ricorda il parroco, don Antonio Raimondo Fois, 45 anni, coadiuvato nell’attività dal suo vice don Francesco. Fa parte del presbiterio anche il novantaduenne Monsignor Angelo Pio Loco, che da dieci anni combatte con il Parkinson: «La malattia gli ha tolto quella forza fisica che l’ha portato fin dal lontano 1969 ad essere un pioniere della fede e dell’aggregazione sociale in un quartiere difficile - prosegue don Antonio - La sua permanenza in parrocchia nonostante la malattia è di grande esempio e stimolo per l’intera comunità». La chiesa è un grande luogo di aggregazione: catechesi, Caritas, Centro di ascolto, la Comunità di Sant’Egidio, il filo di relazioni che lega il parroco alla gente, i giovani e giovanissimi, il gruppo teatrale. E, ancora, gli Scout, le coppie, il movimento Gesù Risorto, quello di Evangelizzazione e Famiglia. L’edificio è circondato da un ampio giardino ben curato, campi da calcio gestiti esternamente per questioni di praticità, campo bocce, sala per ginnastica e un grande «sotto-chiesa» adibito a laboratorio per la preparazione del magnifico presepe realizzato dal maestro Marcello Bartolomeo, che per l’intero anno lavora alla grande opera natalizia. Oltre al gruppo Facebook che va per la maggiore, ci sono, poi, un gran numero di volontari. «L’abilità è nel non perdere mai di vista quale è l’obiettivo dell’essere parrocchia: una grande apertura a tutto il quartiere, sempre più multi-religioso e multi-razziale» dice il parroco. Al centro estivo partecipano bambini di altre religioni e si fanno, ad esempio, anche menù diversificati, secondo le esigenze. Elemento caratterizzante è la forte sinergia tra i vari gruppi: ciascuno di essi collabora con gli altri nello svolgimento di una serie di attività riconducibili in gran parte (ma non solo) alla Caritas: dalla consegna di pacchi viveri agli indigenti al pullmino domenicale per accompagnare anziani e disabili a Messa, fino ai corsi di italiano gratuiti per stranieri. Una vera testimonianza di comunità. I Ministri Straordinari, laici che coadiuvano il presbiterio nelle varie attività liturgiche, svolgono un’importante azione di «sentinella» nella zona, entrando nelle case di chi non è autosufficiente per portare la Parola del Signore e l’Eucaristia, «segnalando così i casi di particolare disagio, spesso ignoti anche alle istituzioni ad essi preposti, con cui siamo in sinergia operativa per aiutare lo svolgersi della vita quotidiana del quartiere». Il coro ha portato il nome della parrocchia in giro per Roma, mietendo successi in varie rassegne musicali. E non manca la valida scuola di teatro che coinvolge piccoli e adulti in un cartellone pieno di spettacoli divertenti. E pure quella di politica: formazione di tipo giuridico, storico e sociologico per chi è interessato a conoscere o approfondire il lato più nobile di questa disciplina, «elevata forma di carità», come l’hanno definita sia Papa Benedetto che l’allora cardinal Bergoglio.

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