Più o meno recitano così: «Per i nostri clienti speciali abbiamo riservato uno shopping esclusivo». Tradotto: saldi, prima dell’inizio ufficiale. Ogni anno la stessa storia, ma quest’anno alcuni commercianti giocano addirittura d'anticipo. Sì perché l’avvio alle vendite sottocosto della stagione estiva è previsto per sabato 5 luglio ma già da ieri, soprattutto sui cellulari dei romani, iniziavano ad arrivare decine e decine di messaggini dal contenuto inequivocabile. Sarà forse per colpa della crisi, che spinge a rischiare il tutto e per tutto, il mese di maggio sullo stesso mese dello scorso anno ha fatto registrare un -15% di vendite, secondo la Confesercenti. «È vero, ci hanno già informato di quanto sta avvenendo – dichiara Valter Giammaria, presidente della Confesercenti provinciale – succede ormai da tempo e si fa poco o nulla per impedire questa forma di concorrenza sleale. Quest'anno, poi, hanno iniziato 20 giorni prima l'avvio dei saldi. La dice lunga sull'inefficienza degli organi di controllo». Difficile stanare i «cattivi», in realtà. Ad una prima rapida occhiata delle vetrine dei negozi dove già si praticano i saldi, non si nota nulla di particolare se non che i prezzi sono scritti a pennarello e senza alcuna particolare cura. Il prezzo segnato sarà nella maggior parte dei casi quello che verrà praticato una volta iniziati i saldi, solo che sul cartellino saranno aggiunti la cifra di partenza, naturalmente più alta, e la percentuale di sconto. I commercianti che violano la legge stanno anche ben attenti a non usare la parola saldi quando parlano con i clienti che hanno «abboccato» al messaggino sul cellulare. Fate già i saldi? «No signora, facciamo solo degli sconti se compra più capi». Sarà, ma a 20 giorni dal "sottocosto" ufficiale a pensar male non si fa tanto peccato. Sono poi più o meno sempre i soliti noti a violare le regole. «Ne denunciamo diversi ogni anno – conferma Massimiliano De Toma, presidente di Federmoda-Confcommercio – sono spesso le stesse persone a comportarsi in modo scorretto». Accanto a chi è già in saldo ci sono poi i negozi in vendita promozionale, vendita che non è consentita un mese prima degli sconti ufficiali. La parte da padrone in questo campo la fanno le migliaia di outlet sparsi sul territorio che nel vuoto legislativo più assoluto si concedono promozioni e saldi quando già tutto l'anno vendono merce super scontata. Capita così anche in questi giorni di vedere pubblicizzare sulle vetrine di questi negozi «promozioni» o «sconti speciali» sotto la scritta outlet. Gli inviti a visitare gli esercizi prima dell'inizio dei saldi arriva anche per posta. «Arrivano anche a me che sono il presidente di una associazione – tuona ancora Giammaria della Confesercenti – figurarsi quanta selezione fanno questi negozi che preferiscono beccarsi una denuncia piuttosto che non raggiungere un potenziale cliente».
Abbigliamento, saldi scacciacrisi i negozianti giocano d’anticipo
Sms sui cellulari e inviti via posta ai clienti per shopping esclusivi
