Presegue, passo passo, l’iter verso l’approvazione della finanziaria 2014. Dopo il via libera in commissione Bilancio, alla delibera propedeutica sulla Tariffa rifiuti, è arrivato ieri anche quello per gli sgravi dell’Irpef. Seguendo le indicazioni della giunta, è stato approvato l’ampliamento della soglia di esenzione per l’addizionale Irpef. La soglia di esenzione passa dagli 8000 euro del 2010 (valida solo per pensionati) ai 10.000 euro dal primo gennaio 2014 (valida per tutti), vale a dire che le persone con redditi inferiori ai 10.000 euro non pagano addizionale Irpef. Coinvolto un bacino di utenza di 530.000 contribuenti. Nel corso della riunione a cui ha preso parte anche Paola Sbriccoli del dipartimento Risorse economiche, il presidente della commissione Bilancio, Alfredo Ferrari ha proposto di valutare insieme agli uffici la possibilità di aumentare la soglia di esenzione di uno o due punti fino un reddito di 12.000 euro. Un approfondimento che verrà poi tradotto in un emendamento da presentare in Assemblea capitolina. Una goccia, importante, quella dell’Irpef in un mare molto più agitato come quello del piano di rientro. Il programma «lacrime e sangue» imposto dal governo "in cambio" del Salva Roma, il primo atto del neo assessore al Bilancio, Silvia Scozzese, presentato ieri alla cabina di regia. E se il buongiorno si vede dal mattino, sarà una lunghissima giornata. Due i pilastri del piano: tagli della spesa corrente per quasi 500 milioni in tre anni (circa il 10%), un riconoscimento degli extra costi per la funzione di Capitale pari a circa 360-370 milioni. Tra le linee guida, come da richieste del Ministero dell’Economia e Finanze, c’è il riordino delle aziende partecipate, con la vendita delle quote pubbliche - a partire dalla Roma Multiservizi - l’accorpamento o la fusione delle municipalizzate di secondo livello e una cura dimagrante per quelle che resteranno - da Atac a Risorse per Roma, in bilico Adr e Car - che riguarderà sprechi, inefficienze e soprattutto i contratti di servizio. Gli altri punti fondamentali sono il censimento di tutte le proprietà immobiliari per poi procedere alla vendita di tutto ciò che non risulti funzionale all’attività dell’amministrazione e, infine, il recupero dell’evasione, tramite il rafforzamento di AequaRoma, che dalle stime dovrebbe portare nelle casse capitoline circa 150 milioni di euro all’anno. «Abbiamo, con Giovanni Legnini, Marco Causi, Guido Improta e gli altri membri della cabina di regia, descritto l’itinerario del piano di rientro - ha detto il sindaco Marino - vogliamo ampiamente essere nel limite temporale indicato dalla legge sugli enti locali, che dice che deve essere approvato entro il 4 luglio. Per questo abbiamo rivisto tutte le tabelle e cifre e tutte le aree che dovranno essere oggetto di modifiche anche molto sostanziali. Abbiamo stabilito che domenica mattina con Silvia Scozzese rivedremo la bozza del piano, nella sua interezza, per sottoporla lunedì mattina alla cabina. Lunedì pomeriggio lo presenteremo alla giunta, martedì alla maggioranza e tra mercoledì e giovedì all’opposizione e alle parti sociali. Il piano prevede una riduzione costi e spese inutile ma anche un grande rilancio della città con investimenti e futuro roseo alla nostra città».
Irpef, sì all’esenzione per 530mila romani
Piano di rientro agli sgoccioli: tagli per 500 milioni. Extra gettito stimato di 370
