Roma Capitale

Biglietti clonati, blitz della Finanza all’Atac

C'è anche Antonio Cassano, ex direttore generale dell'Atac, nella lista degli indagati sullo scandalo dei biglietti clonati di bus e metro. Le ipotesi di reato sono peculato e riciclaggio, le stesse...

C'è anche Antonio Cassano, ex direttore generale dell'Atac, nella lista degli indagati sullo scandalo dei biglietti clonati di bus e metro. Le ipotesi di reato sono peculato e riciclaggio, le stesse che vedono iscritto nel registro degli indagati Gioacchino Gabbuti, ex amministratore delegato della municipalizzata, successivamente nominato ad di Atac patrimonio. I due dirigenti sono accomunati nella vita lavorativa e negli affari da molti punti di vista. Hanno lavorato insieme all'Acquedotto pugliese, prima di approdare a Roma. Entrambi sono stati scelti dalla giunta Veltroni ai vertici dell'azienda del trasporto pubblico locale e poi riconfermati da quella Alemanno negli anni in cui sarebbe entrato in circolo il virus della clonazione dei biglietti. E soprattutto i loro nomi figuravano nella lista dei 1.170 correntisti della San Marino Investment: una finanziaria della Smi bank di San Marino, che nel 2010 è stata al centro di un'indagine della Procura di Roma su casi di evasione fiscale. Le falle nel sistema di bigliettazione elettronica, adottato da Atac nel 1999 e poi acquistato per 30 milioni di euro dalla società australiana Erg Limited a settembre del 2003, erano evidenti fin dall'inizio. Eppure i dirigenti che hanno gestito l'azienda negli ultimi 12 anni non hanno fatto nulla per tamponare quelle falle. Al punto che si sarebbe creata una bigliettazione parallela, i cui introiti - è l'ipotesi al vaglio dei pm - non sono rientrati nelle casse della municipalizzata. Le "black list", ad esempio, erano uno dei requisiti minimi di sicurezza che la Erg aveva garantito ad Atac per contrastare il mercato illegale dei biglietti rubati. Ma non sono mai state rese operative nella sala server di via Sondrio, dove si trova il "cervellone" del sistema informatico. Altra nota dolente la stampa dei titoli di viaggio. Per assicurare la tracciabilità dei ticket era previsto l'utilizzo solo di apparecchiature elettroniche: i Pos da banco e le macchine automatiche installate nelle stazioni della metro. Considerati però i frequenti problemi tecnici, l'allora direttore "Corporate e Mercato" di Atac, Antonio Cassano, ha pensato bene nel settembre 2010 di togliere i Pos dalla circolazione. Un'altra "stranezza" è il ritrovamento, alcuni mesi fa, di 10 milioni di biglietti scaduti e non ancora distrutti nella sede della Sipro, la società che si occupa dello stoccaggio. Proprio lì giovedì la Finanza ha effettuato una perquisizione, in contemporanea al blitz nel quartier generale di Atac.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.