Roma Capitale

338 esuberi, licenziamenti congelati fino al 4 luglio

Procedure di licenziamento congelate fino al 4 luglio. «Fino alla presentazione del bilancio di Roma Capitale e del piano triennale di rientro». Ma la guerra fra l’amministrazione comunale e Roma...

Procedure di licenziamento congelate fino al 4 luglio. «Fino alla presentazione del bilancio di Roma Capitale e del piano triennale di rientro». Ma la guerra fra l’amministrazione comunale e Roma Tpl Scarl è solo all’inizio. In mezzo il destino di 338 lavoratori, per cui il Consorzio che gestisce le linee periferiche del trasporto di superficie cittadino ha aperto dal 9 maggio scorso la procedura di licenziamento collettivo, da concludere entro l’estate. E senza alcun ammortizzatore sociale in vista. Ma al di là di tutto «quegli esuberi non ci sono e non dovranno esserci», affermano fonti molto vicine all’assessore capitolino alla Mobilità, Guido Improta, che si unisce così al coro delle cinque sigle sindacali che ieri mattina hanno incontrato l’azienda. A rischio ben 258 autisti, 50 amministrativi, 15 addetti d’esercizio e 15 controllori, ovvero il 17% della forza lavoro. L’azienda guidata dall’imprenditore Marco Cialone ha messo in campo gli esuberi dopo la decisione proprio dell’assessorato di abbattere del 10% il contratto di servizio con il Consorzio, circa 6,8 milioni di euro; conseguentemente, è stato tagliato anche il servizio messo in campo dall’azienda, con circa 2,9 milioni di chilometri annui in meno. Una diminuzione per lo più trasversale, che ha acuito i tempi di attesa degli autobus, «passati da 15 a 30 minuti circa» riferiscono i sindacati. Non solo: Roma Tpl si fa anche forza dei 20 milioni di crediti vantati nei confronti di Roma Capitale. L’assessore Improta per il momento non ha parlato ufficialmente. Ma ha lasciato dichiarare ai sindacati. «Il Comune vuole potenziare il trasporto pubblico – ha spiegato Marco Capparelli, segretario Filt Cgil – ma in questo momento devono vedersela con il taglio delle risorse sul trasporto, sia del Governo che della Regione. L’assessore ha chiesto ulteriori fondi in bilancio. Staremo a vedere. Comunque sia, questi esuberi non ci sono». Intanto, anche Anav, la società che gestisce gran parte del trasporto nei piccoli comuni del Lazio, ha annunciato tagli: circa 700 esuberi in diverse decine di ditte. L’allarme occupazionale è scattato.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.