Roma Capitale

L’hanno ammazzato per un’avance di troppo

Sono finiti in carcere due uomini e una donna

CIVITAVECCHIA Settantadue ore. Quelle servite ai carabinieri di Civitavecchia per risalire ai presunti autori dell’omicidio di Luigi Solano, il 31enne di Sciacca, il cui corpo senza vita è stato trovato nel tardo pomeriggio di domenica a Santa Severa nord, lungo la ferrovia, in una zona di campagna. In tre sono finiti in manette: due uomini ed una donna, tutti italiani, sottoposti a fermo di indiziato di delitto, su decreto della Procura della Repubblica. Si tratta dei due 34enni M.D.B. e S.D.S. e del 33enne L.M. Per loro le accuse sono omicidio ed occultamento di cadavere. Alla base della tragedia il movente passionale: delle avances di troppo da parte di Solano nei confronti di S.D.S. hanno scatenato la gelosia del compagno M.D.B. E il degrado sociale come cornice della vicenda. Il 31enne, ex giornalista, padre di un bambino di cinque anni, già da diversi anni era diventato un clochard. Domenica viene trovato cadavere: a fare il macabro rinvenimento due senzatetto romeni. Il corpo in stato di decomposizione era ormai irriconoscibile, occultato tra le erbacce e sotto una pesante lastra di metallo. A quanto pare Solano era stato ucciso due giorni prima, colpito più volte al volto e alla testa con una spranga di ferro, ritrovata poco lontano. I carabinieri di Civitavecchia e di Santa Severa, coordinati dal magistrato Valentina Zavatto, danno il via alle indagini. La zona viene «congelata» e vengono eseguiti i rilievi tecnico scientifici da parte del Nucleo Investigativo di Ostia e di quello Operativo e Radiomobile di Civitavecchia. Vengono repertati oggetti e tracce importanti per risalire ai tre. Fondamentale anche la collaborazione con la Polizia Ferroviaria di Civitavecchia, soprattutto per identificare la vittima e ricostruirne gli ultimi momenti di vita. Un video delle telecamere della stazione Termini riprendeva una lite, avvenuta il 4 giugno scorso: protagonisti Solano e due dei fermati. Poi i riscontri fotografici con alcuni testimoni di Santa Severa nord che avrebbero confermato di aver visto gli indagati insieme a Solano il 6 giugno nella frazione del litorale. Riscontri e verifiche incrociate hanno quindi portato al fermo dei tre martedì sera, trattenuti per controlli presso la stazione Termini e poi condotti a Civitavecchia. Uno dei tre ha quindi ammesso la colpevolezza, descrivendo ampiamente e chiarendo le modalità di quanto accaduto, in piena rispondenza con gli accertamenti scientifici effettuati sul luogo del delitto. I tre sono stati quindi trasferiti al supercarcere di Borgata Aurelia.

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