Roma Capitale

Bus come forni. Passeggeri arrosto

Sul tram 14 la temperatura massima registrata: 37 gradi. 36 tra i sedili del 113 Una signora sbotta: basta, vado a piedi. Gli autisti: così non guidiamo più

Ci ha pensato Giove Pluvio, a metà pomeriggio di ieri, a scatenare nuvole, tuoni, fulmini e pioggia. Altrimenti la fornace itinerante del trasporto pubblico di Roma avrebbe continuato a soffocare le energie e la pazienza dei suoi malcapitati utenti. Ma se la nube svanisce e il caldo rimane, il fatto è che, con l’arrivo dell’estate, su metro, tram, autobus e ferrovie le temperature sono insopportabili. Ne sanno qualcosa gli autisti della Roma Tpl, la società che gestisce le linee periferiche su gomma, che hanno ricevuto una brutta lettera di richiamo per aver interrotto il servizio una volta accortisi di aver raggiunto i 50° all’interno delle proprie vetture. Una situazione molto simile a gran parte dei mezzi Atac, eccetto la Metro A e non più del 60% dei bus di superficie, dove è presente l’aria condizionata. Per il resto è un calvario. IL VIAGGIO Prima che il cielo della Capitale si facesse grigio abbiamo sfidato, termometro alla mano, la canicola nelle ore più calde, fra le 12 e le 16. Inutile dire che abbiamo trovato l’inferno. A cominciare dalla Metro B, dove i nuovi «Caf» dotati di aria condizionata non passano così spesso e nei vecchi treni la temperatura viene mitigata solo dal vento che arriva dai finestrini. Il nostro termometro, alle 12.32, segna ben 31.2 gradi, contro i 28 dell’esterno. I passeggeri, boccheggianti, trovano sollievo solo all’apertura delle porte. Personale Atac ci spiega che «su questi mezzi non si possono installare i condizionatori, bisogna attendere quelli nuovi». Scesi a Termini, saliamo sul tram 14. Una fila di sedie, quelle all’ombra, tutte occupate; quelle al sole, invece, completamente vuote: la vettura inverte la rotta, il sole arriva dall’altra parte, mentre tutti si alzano per cambiare posto. Hanno ragione: il termometro già segna 37.4 gradi, sarebbe stato impossibile affrontarli pure al sole. Sul bus 113, a Largo Preneste, la musica non cambia: 36.2 gradi. Quasi tutti vestiti in t-shirt e pantaloncini, qualcuno in camicia. Torniamo indietro con il tram 19: la vettura è piuttosto recente, ma l’aria è rarefatta: una signora si sventola con il ventaglio, poi si stufa e urla: «Basta, vado a piedi, sudo di meno». È il turno del 409: il bus, come al solito, è stracolmo. Il traffico di Casal Bertone non aiuta. Respiriamo solo una volta arrivati al capolinea della Tiburtina. GLI AUTISTI In questa situazione, i più preoccupati sono gli autisti. Che si stanno già organizzando per rifiutare le vetture senza aria condizionata. «Il conducente - scrive la segreteria sindacale del consiglio d’azienda di Atac Superficie - deve segnalare il guasto sul foglio di via e comunicarlo tempestivamente alla Centrale Operativa, la quale farà pervenire la vettura in sostituzione al capolinea successivo». Secondo il sindacato Cambia-Menti, un terzo degli oltre 1.500 mezzi hanno i condizionatori rotti o mal funzionanti. Le rimesse peggiori, in questo senso, sarebbero Collatina e Tor Sapienza, con più della metà delle vetture roventi.

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