Roma Capitale

Eucarestia, conforto divino e umano

Viene portata a casa di 80 anziani che non possono muoversi

Mezzo secolo di vita per la parrocchia di San Giovanni Crisostomo, all'interno di un quartiere fatto di medio-alta borghesia. In una delle palazzine del complesso «Colle degli Ulivi» sulla Nomentana ha abitato Peppino De Filippo e su via Ettore Romagnoli stava anche Corrado Mantoni. Tempi difficili oggi anche per il quartiere Monte Sacro Alto e in parrocchia se ne sono accorti bene. «L'età media si è alzata tanto e l'attività di assistenza, soprattutto agli anziani, si è allargata - sottolinea don Massimo Tellan, parroco da due anni - Abbiamo il gruppo Pro Familia che si dedica molto alle famiglie in difficoltà, tanti gli anziani bisognosi d'assistenza ma non solo economica, per pratiche fiscali e anche nel caso un giorno rimanessero senza badanti: grazie alla Caritas Italiana tramite Caritas diocesana, gli assistiti possono usufruire di un voucher Inps per avere un accompagnamento nel giorno in cui serve». Quaranta i pacchi alimentari settimanali per i bisognosi e capi di vestiario. Sulla carta ci dovrebbero essere circa 14.000 abitanti nel territorio parrocchiale ma la sensazione, dalle tante persone ormai sole, è che il totale non superi le 9.000 unità. Undici i ministri straordinari per la comunione che portano l'eucaristia a casa di 80 anziani o malati che non possono muoversi, «un conforto sacramentale ma anche un accompagnamento umano, di fraternità perché queste persone hanno bisogno di compagnia, di parlare con qualcuno». Molto attiva la San Giovanni Crisostomo che ha una scuola, la Paolo VI, per bambini dall'infanzia alla primaria, «ma i genitori ci stanno chiedendo di mettere anche la scuola media - continua il parroco - Non è una cosa semplice, a cominciare dai costi. Oggi la scuola, oltre me come responsabile, è diretta da suor Giovanna e dalla signora Cristiana come coordinatrice didattica. L'anno prossimo le Sorelle (suore francescane minori missionarie, ndr) potrebbero non esserci, quindi bisognerà, prima di tutto, trovare come supplire a questa assenza con nuove figure». Diverse attività di sport grazie alla Asd Life con una palestra, campi di calcio e tennis, «poi tutta l'attività dell'oratorio grazie ai seminaristi salesiani del Gerini - aggiunge don Massimo - concentrata al fine settimana e ad alcuni pomeriggi, ma ci sarebbe bisogno di uno sviluppo e di più collaboratori laici». Poi il Gruppo Ricomincio da Te per l'assistenza e il coinvolgimento di disabili o gli scout Fse del Gruppo Salvo D'Acquisto che domenica 15 giungo festeggeranno i 20 anni in una cerimonia che vedrà la partecipazione dell'Arma dei Carabinieri con il suo gruppo cinofilo e, alle 12, la Santa Messa celebrata dal Vescovo Paolo Selvadagi, predecessore di don Massimo come parroco a San Giovanni Crisostomo. Don Massimo è stato ordinato il 2 maggio del 1993 a San Pietro da Giovanni Paolo II del quale conserva un ricordo indelebile. Dipinge e dà forma a una rielaborazione artistica delle classiche icone (una donata a Papa Francesco, raffigurante proprio San Francesco che sorregge la Chiesa). È in perfetta sintonia con il Pontefice, «persona apertissima, pronta al dialogo e all'incontro ma solido sulle linee cardine, per nulla fuori dall'ortodossia: questo Papa ha un approccio ben netto, le persone devono avere delle motivazioni, delle ragioni; se non si riscopre l'incontro con il Signore Gesù che motiva delle scelte, alla fine tutto diventa solo moralismo che schiaccia le persone», conclude il parroco sottolineando la necessità di una comunità parrocchiale che muti dalla logica di «condominio a quella di famiglia di famiglie».

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