Roma Capitale

Dopo il voto gli sconfitti si leccano le ferite

Annalaura Consalvi TIVOLI Le polemiche post-voto non si sono fatte attendere e ad aprire l’ora della resa dei conti sono le anime frammentate, e in cerca di un centro di gravità permanente, del...

TIVOLI Le polemiche post-voto non si sono fatte attendere e ad aprire l’ora della resa dei conti sono le anime frammentate, e in cerca di un centro di gravità permanente, del centrodestra tiburtino. Ad inaugurare la stagione dei chiarimenti è Ncd legato alla figura dell’ex consigliere comunale Ettore Tirrò, che non ce l’ha fatta a superare la seconda prova. Il refrain è quello che già aveva tenuto banco prima della scelta del candidato a sindaco: le imposizioni romane fanno male e il risultato parla da sé. Loro, gli alfaniani, non avevano mai fatto mistero della volontà di utilizzare lo strumento delle primarie per individuare il nome e il cognome di chi avrebbe dovuto tenere alte le sorti del gruppo, ma la storia recente racconta di come gli azzurri abbiano fatto prima degli altri, puntando tutto su Laura Cartaginese. «Abbiamo sostenuto il centrodestra e il candidato di Forza Italia e ci siamo accorti, dopo la sconfitta, che sostenere ancora una volta le «imposizioni romane» ci ha portato a polverizzarci diventando il terzo polo tiburtino, cosa mai successa a nostra memoria – fanno sapere dal circolo «Capitani Coraggiosi» cuore del partito made in Tivoli insieme al consigliere regionale, stessi colori, Fabio De Lillo -. Ora alcuni signori vengono a farci la morale. Avevamo chiesto condivisione, negata. Avevamo chiesto le primarie, negate. Avevamo chiesto rinnovamento, negato». Una rassegna impietosa degli errori commessi in questi mesi che hanno messo la città a ferro e fuoco, decretando la vittoria del civico Giuseppe Proietti. «Forse è bene ricordare che ciò che è successo è frutto dei personalismi e delle politiche «convetio ad excludendum» che qualcuno mette in atto da anni perché si sente come quegli animali che segnano il loro territorio al quale non faranno mai accedere gli altri», continuano riferendosi anche alle polemiche scaturite dalla nota stampa con cui il gruppo in occasione del ballottaggio prendeva le distanze da tutto e tutti. Intanto a casa degli azzurri la situazione non è rose e fiori. A rassegnare le dimissioni è stato il coordinatore cittadino Vincenzo Tropiano: la sua leadership è durata il tempo di una sconfitta che brucia a tutti.

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