La gestione del servizio di pulizia e messa in sicurezza del manto stradale continua a lasciare dietro di sé una lunga scia di interrogativi. Anche quando gli sversamenti sull’asfalto di liquidi inquinanti non sono causati dagli incidenti tra veicoli privati, come macchine e moto, ma da autobus e tram. Lo scorso 21 maggio l’Atac ha bandito una gara per l’affidamento del servizio di pronto intervento per ripristinare le condizioni di sicurezza delle strade di Roma e del territorio in cui sono attive le linee di trasporto della municipalizzata. Il termine per presentare l’offerta economica in busta chiusa digitale, sul sito www.atac.bravobus.it, era il 4 giugno. L’importo presunto dell’appalto era stato stimato in 398.000 euro in due anni. Tuttavia improvvisamente Atac ha deciso di revocare la procedura in autotutela, «ritenendo opportuno - si legge in un comunicato firmato dalla responsabile della Struttura Acquisti, Sabrina Bianco - procedere a una revisione dei requisiti speciali di capacità tecnica, al fine di favorire la più ampia partecipazione alla gara». Almeno una delle società interessate a partecipare alla gara ha presentato ad Atac un preavviso di ricorso, previsto dall’articolo 243 bis del Codice degli appalti. Tale istituto permette da un lato all’impresa, che ritiene di essere danneggiata da violazioni commesse nel corso di gara, di avvisare la stazione appaltante dell’intenzione di presentare ricorso alla tribunale amministrativo competente. Dall’altro lato permette alla stazione appaltante di correggere eventualmente i propri errori in una fase extraprocessuale. In questo caso la società che ha presentato il preavviso di ricorso lo ha fatto perché riteneva alcuni requisiti richiesti nel bando troppo stringenti e non attinenti al servizio di ripristino della sicurezza stradale. In particolare contestava l’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali per determinate categorie e la necessità di avere l’autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti nella propria struttura. In Atac non confermano che le motivazioni che hanno portato ad annullare la procedura siano le "minacce" di ricorso alla giustizia amministrativa. Fatto sta che al momento tutto è bloccato. «Il bando di gara, opportunamente rettificato, verrà pubblicato nel più breve tempo tecnicamente possibile», conclude la dirigente della Struttura Acquisti. Quando si parla di pulizia e messa in sicurezza delle strade è impossibile non pensare all’inchiesta della Procura di Roma su Sicurezza e Ambiente spa. Nel febbraio del 2009, il direttore generale della società Angelo Cacciotti si presenta negli uffici della Polizia Municipale con una proposta per l’affidamento alla sua ditta del ripristino dell’asfalto dopo gli incidenti, fino a quel momento gestito dall’Ama. Il servizio gli viene affidato prima per 6 mesi, in via sperimentale, e poi, l’allora comandante dei vigili Angelo Giuliani ne dispone l’aggiudicazione alla stessa società, per altri 3 anni, tramite il sistema del Mercato elettronico, senza indire una gara pubblica. Un modo per accorciare i tempi, con procedure «viziate dall’inosservanza consapevole della normativa di legge», è la spiegazione che aveva portato a febbraio all’arresto di Giuliani e dei vertici di SeA.
E l’Atac scivola sull’asfalto sporco
Revocato il bando da 400 mila euro per il ripristino del manto post incidente
