TIVOLI Dopo giorni di tira e molla e attacchi più o meno virtuali, i due contendenti, Manuela Chioccia e Giuseppe Proietti, arrivano al capolinea e si giocano gli ultimi scampoli di una campagna elettorale al veleno. Domani sera uno di loro sarà il nuovo sindaco di Tivoli. L’imprenditrice piddina al primo turno ha ottenuto 11.478 voti, il 36,86% dei consensi. L’ex direttore del Ministero per i Beni culturali, con l’appoggio di otto liste civiche, ha raccolto 8.345 schede, il 26,80% di quelle infilate nelle urne il 25 maggio. Ma il ballottaggio riapre la partita. Se qualcuno temeva di annoiarsi, i «nostri» hanno subito recuperato e nei giorni passati hanno cercato di dare a tutti la possibilità di dire qualcosa sulle questioni più disparate: dalla Nathan alle società municipalizzate fino ai progetti per rilanciare il turismo, gli aspetti del programma che almeno sulla carta dovrebbero rilanciare l’appannato presente della Superba sono stati toccati in ogni modo. A complicare il quadro ci ha pensato anche l'ex inquilino di piazza del Governo 1, Sandro Gallotti, che ha detto, senza fare nomi ma fornendo indizi chiari come il sole, di stare dalla parte di Proietti. Un’esternazione che non è passata inosservata, soprattutto da parte del proprio partito, Forza Italia, che invece ha preso le distanze dalle due fazioni. Ieri, per la chiusura della campagna elettorale, Chioccia ha dato appuntamento ai suoi, gruppo di sei capitanato dal partito democratico, in piazza Giuseppe Garibaldi, all’ombra dell’Arco di Pomodoro. Special guest Nicola Zingaretti: il presidente della Regione Lazio per l’occasione ha fatto un vero e proprio tour toccando tutti i Comuni che si apprestano a consegnare la fascia tricolore al nuovo primo cittadino. «Tivoli, oggi sull’orlo del baratro, può rinascere, sono convinta che ce la possa fare, ma servono programmi seri e concreti. Per realizzarli è necessaria una coalizione forte e coesa composta di persone competenti e che abbiano un unico obiettivo, il bene della nostra città. Tutte caratteristiche proprie della mia coalizione», ha dichiarato Chioccia. Poco più giù, in piazza del Plebiscito, l’esercito di otto liste civiche che ha sostenuto Proietti, «l’uomo della cultura». Tra una maglietta con su scritto «L’8 per Proietti», tormentone che ha colonizzato il web, e i quadrifogli rossi portati sul petto dai militanti dell’armata proiettiana, l’ex direttore generale del Ministero è arrivato con Urbano Barberini e Franca Valeri, gli attori che qualche anno fa si sono resi protagonisti della battaglia contro la discarica di Corcolle. «Chiedo a voi cittadini di valutare le nostre proposte, di confrontarle con quelle dell’altra coalizione e di scegliere, a ragion veduta, il progetto che ritenete idoneo per il futuro di Tivoli e quello dei due candidati che ritenete, per professionalità e competenza, il più indicato per assumere la guida della città - sottolinea Proietti - Domenica prossima, 8 giugno, fate la rivoluzione con il vostro voto». Lui punta tutto sul rilancio dei beni storici e archeologicici di Tivoli, a partire da Villa d’Este, Villa Adriana e Villa Gregoriana, per far sviluppare turismo ed economia.
Duello su cultura e turismo tra la ristoratrice e l’ex direttore
Chioccia (Pd): risorgeremo. L’outsider Proietti: dalle urne la rivoluzione
