È morta la libera concorrenza tra le imprese funebri, mentre è vivo e vegeto il business sul caro estinto. Lo testimonia un sistema di appalti "al contrario", in cui non sono gli ospedali romani a pagare per esternalizzare il servizio di cura delle salme, ma è la ditta che vince la gara a pagare circa mille euro al giorno per avere la gestione "in esclusiva" della camera mortuaria. Quella dell'ospedale Sant'Andrea vale 340 mila euro l'anno. Come si recuperano i costi del personale? Considerato che circa il 70% dei decessi avviene in strutture ospedaliere, l'impresa funebre accreditata nel nosocomio si assicura un contatto diretto con la famiglia, alla quale propone di organizzare il funerale, usufruendo così di una "corsia preferenziale". «Ciò comporta una profonda turbativa di mercato», è la denuncia dei sindacati, che chiedono alla giunta Zingaretti una regolamentazione. Il Lazio è tra le 5 regioni che non si è dotata di una legge in materia. L'Autorità garante della concorrenza, già nel 2007, auspicava interventi legislativi «per assicurare un corretto confronto concorrenziale fra gli operatori di onoranze funebri, evitando improprie posizioni di vantaggio che consentono l'accesso privilegiato alla clientela e si traducono in un costo più elevato del servizio a danno degli stessi consumatori». «Le nostre imprese sono svantaggiate perché aspettano di essere contattate dai clienti in sede - spiega Maurizio Mortale, presidente di Federcofit Lazio - Non siamo ambulanti né sciacalli». «Ci si trova costretti a fare una scelta nel momento sbagliato - gli fa eco Mario Menicucci di Feniof - e ne approfittano sempre quelle tre imprese che ottengono gli appalti negli ospedali». La Procura di Roma sta indagando sul business del caro estinto, per capire se dietro questi affidamenti si nasconde un mercimonio della morte.
Mille euro al dì per l’esclusiva del caro estinto al Sant’Andrea
È morta la libera concorrenza tra le imprese funebri, mentre è vivo e vegeto il business sul caro estinto. Lo testimonia un sistema di appalti "al contrario", in cui non sono gli ospedali romani a...