Roma Capitale

Lo sciopero dei dipendenti del Comune blocca Roma

Adesione altissima alla mobiltazione contro i tagli al salario accessorio. Il corteo da Bocca della Verità al Campidoglio FOTO VIDEO Scuole, asili e uffici fermi. Niente vigli urbani nelle strade: traffico in tilt.

Roma città bloccata. L'ennesimo venerdì di sciopero ferma la Capitale. Ma questa volta non riguarda i mezzi pubblici di trasporto. A essere fermi sono i 24mila dipendenti del Comune, che hanno deciso di incrociare le braccia contro il taglio del salario accessorio. Una protesta in massa. Stop dei servizi. Blackout degli uffici comunali e municipali, scuole senza insegnanti, strade senza vigili urbani. Tra questi ultimi l'adesione è pressoché totale, con livelli dell'80-90%. In migliaia si sono ritrovati intorno alle 8.30 alla Bocca della Verità, per sfilare fino a piazza del Campidoglio. “Game over – insert coin to continue!” è lo slogan del corteo, mai così azzeccato: la città è in tilt come un flipper rotto. Dai sindacati già arrivano parole di giubilo per il successo della mobilitazione. “Certamente possiamo dire che lo sciopero è riuscito, con una adesione altissima mai registrata nel Comune di Roma, oltre le più rosee aspettative”, dice il segretario romano di Cgil-Fp, Natale Di Cola, che però non si sbilancia sui numeri. “Asili nido e scuole materne sono chiuse - sottolinea Giancarlo Cosentino, di Cisl-Fp - ed è altissima l'adesione anche tra gli agenti della polizia municipale: in gruppi di seicento unità sono al lavoro al massimo sette vigili”. In piazza è il segretario romano di Cisl-Fp, Roberto Chierchia, a gridare: “Siamo oltre cinquemila”. Nel corteo, che passa da via Luigi Petroselli e via del Teatro Marcello, numerosi slogan e striscioni. Quello degli educatori della scuola dell'infanzia recita: “No a ideologie politiche ed economiche, difendiamo i diritti dell'uomo del futuro”. Nella folla dei manifestanti, le bandiere rosse della Cgil, quelle azzurre della Uil, e quelle a strisce verdi e bianche della Cisl. E poi quelle europee della Csa. Fischietti assordanti, magliette con scritte contro il sindaco e da tutti una richiesta: “Dignità per i capitolini”. In piazza si sono ritrovate le varie anime che compongono la macchina amministrativa comunale. Dai vigili urbani alle maestre, in prima fila con diversi striscioni tra cui due con la scritta “Sì alla scuola di qualità, no al decadimento”e un altro con la scritta “Caro Marino, cosa imparerà il bambino se riduci la maestra ad uno zerbino?”. E poi ci sono i dipendenti Atac e quelli delle altre municipalizzate e gli impiegati dei Municipi. Tra gli altri striscioni uno recita "Chiediamo salario, dignità e rispetto”. I sindacati hanno riassunto le motivazioni della protesta contro il comune in 5 punti: ritirare la delibera che pone il termine del 31 luglio e prevede il conguaglio del salario accessorio; fissare come tetto massimo lo stipendio del sindaco su cui riparametrare i compensi dei nominati della politica; aprire un tavolo per la lotta agli sprechi e alla illegalità per produrre veri risparmi di gestione da utilizzare per la contrattazione e i servizi; aprire una vertenza con il Governo per vedere riconosciuta la specificità di Roma Capitale su assunzioni e organizzazione del lavoro; ritirare gli atti unilaterali che incidono su condizioni economiche ed organizzative. L'agitazione ha ingolfato il traffico in varie zone della città: code e rallentamenti sulle principali direttive che portano al centro. Caos in via Cavour, via di San Gregorio, via dei Cerchi, Muro Torto all'altezza di piazzale Flaminio, ma anche nelle zone del Vaticano, del Policlinico e di San Giovanni. Intasata l'area tra Porta Maggiore, piazzale Labicano e via Emanuele Filiberto. Problemi anche sulle consolari, dalla Tiburtina alla Cassia, dalla Trionfale alla Prenestina, dall'Appia alla Cristoforo Colombo, e anche sulla Tangenziale Est.

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