Roma Capitale

Tra i diseredati della Tiburtina

L’opera dei volontari alla stazione, i pranzi del sabato per i senza tetto

«Siamo una parrocchia reale, dell'amministrazione concreta e del coinvolgimento, con un mosaico di realtà diverse. Sotto questo aspetto, ci prodighiamo perché il consiglio pastorale sia un organismo di vera partecipazione e corresponsabilità». Monsignor Marco Fibbi, romano, 49 anni, da quattro parroco di San Romano Martire al quartiere Pietralata, con circa 16 mila abitanti, ci accoglie con queste parole al centro Caritas, attivo da 20 anni, con a capo l'infaticabile signora Lucia, mettendo da subito in chiaro un concetto: «Non bisogna partire dai preti, ma da quello che si fa. La parrocchia segue il grande lavoro fatto qui dal mio predecessore, abbiamo centinaia di persone che si sentono partecipi grazie all'apporto delle associazioni. Siamo aperti a tutti, anche a chi non frequenta». La formazione comprende la catechesi sacramentale, Azione cattolica, Scout, il Movimento apostolico, gli incontri dedicati alle famiglie, il percorso cresima per adulti e due cammini di fede: uno per i giovani adulti (Frontera, 27-40 anni) e uno per gli universitari fuori sede (Argò, 18-25). Poi ci sono i vari gruppi di preghiera e il capitolo volontariato, con Sant'Egidio, le volontarie ospedaliere, le due «mitiche» associazioni che lavorano con i disabili, Arvad e Cometa, e l'associazione di volontariato sanitario Misericordia che si occupa del trasporto degli infermi ed altri servizi in tema. C'è pure l'orto con cui divertirsi e un teatro «che ancora non decolla». Notevole l'apporto delle Cooperatrici oblate di Maria Vergine di Fatima che sostengono anche le ragazze madri. Non manca un centro di accoglienza diurno per ragazzi legato all'ambito scolastico. Un grosso lavoro è fatto dalla Mensa Caritas, con oltre 500 iscritti al mese e famiglie italiane e non (divise più o meno a metà) che ricevono assistenza alimentare, dove si alternano a turno tutti i gruppi, assicurando circa 350 pasti a settimana. Un volontariato dinamico in un continuo via vai. Senza contare il Centro di ascolto, con le due cene «storiche» per gli oltre 150 homeless alla Stazione Tiburtina, insieme ad una ventina di volontari: «Prepariamo per loro la zuppa, portiamo thè, cappuccino, i panini farciti, dolci, i cornetti invenduti che ci danno gli esercenti della zona. E poi chiacchiere e sorrisi. Ogni sabato li riceviamo a pranzo» racconta Melina, cuoca volontaria super impegnata, che ci invita: «Organizziamo una cena persiana, vuole unirsi?». Un'altra «perla» è il gruppo dell'amicizia delle anziane (età media 92 anni): «Si fanno compagnia; semplicemente, si raccontano e le festeggiamo» dice suor Teresa che le «gestisce». Gli anziani si ritrovano nel circoletto giocando a carte. «La nuova struttura esiste da dieci anni (li festeggeremo a ottobre con tre giorni di attività in piazza e il coinvolgimento del quartiere), anche se la parrocchia esiste da 40 anni» spiega don Marco, mentre ci accompagna a visitare i locali. «Abbiamo 60 catechisti tra adulti, Azione cattolica e capi scout, ma coi volontari Caritas superiamo il centinaio». I problemi del quartiere? «Gli affitti troppo alti, tante famiglie che non seguono i ragazzi: cerchiamo di accoglierli dando loro delle "dritte"». Su droga e altri rischi? «Si fa prevenzione: su questo il prossimo anno vorremmo far partire un progetto». Jacopo, ex scout ora volontario, nato e cresciuto a Pietralata, è entusiasta della «Sandro Romano Soccer 2014», la squadra di calcio della parrocchia: «È il mister, ha le chiavi del campo», gli sorride don Marco. Questione di fiducia. «Mi piace fare volontariato qui - rimarca lui soddisfatto - Ho messo su pure una rock band con tre amici».

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