Roma si ferma. Blocco totale dei servizi. I 24mila dipendenti del Comune incroceranno le braccia per lo sciopero indetto da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Cs. Sono pronti a mandare in tilt la città, e lo slogan che hanno scelto per la mobilitazione rende ancor più chiara l'intenzione: “Game-over. Insert coin to cointinue”. Rivendicano i pagamenti del salario accessorio. Questo venerdì Roma sarà come un flipper impazzito senza più gettoni. È la prima volta che i dipendenti del Campidoglio scioperano tutti insieme. A repentaglio scuole, servizi amministrativi, Polizia locale. Gli istituti scolastici già stanno affiggendo comunicazioni e avvertendo i genitori che non apriranno. Una mobilitazione senza precedenti. Alle 8.30 un corteo partirà un corteo da Bocca della Verità a piazza del Campidoglio. Lavoratori e sindacati grideranno a gran voce il loro 2no ai tagli al salario accessorio” per “difendere i servizi pubblici ai romani e alle imprese”. “I lavoratori non ne possono più di sopportare tutto sulle loro spalle e non vogliono essere corresponsabili del blocco dei servizi: il taglio del salario accessorio sarebbe la paralisi”, ha detto Natale Di Cola, segretario della Fp Cgil di Roma e del Lazio. I La partecipazione attesa dagli organizzatori allo sciopero è alta e sarà h24, impegnerà cioè l'intero turno di ogni lavoratore. “I dipendenti di Roma Capitale sono stretti in una morsa che da una parte vede aumentare la loro produttività sia a fronte della diminuzione del personale, circa 10mila unità negli ultimi 8 anni, che dei servizi da presidiare, il 30-40% in più nell'ultimo decennio. Grandi eventi, servizi sociali, asili nido, servizi notturni, mobilità. La città vive in uno stato di continua emergenza, 24 ore al giorno, mentre i lavoratori sono costretti a fare i conti con un turn-over bloccato e con l'assenza di qualsiasi intervento di riorganizzazione dei servizi. E la giunta Marino, così come quelle precedenti, resta immobile”, hanno dichiarato di Cola e i colleghi Roberto Chierchia di Cisl-Fp, Sandro Bernardini di Uil-Fpl e Franco Moscia di Csa. “Io ho provato in tutti i modi a fare appelli alla ragionevolezza, al buon senso, anche cercando di eliminare tutte le preoccupazioni, ma non è servito”, ha detto il vicesindaco Nieri, in un intervista di a Repubblica. “Nonostante le sollecitazioni dell'Anci e del Governo ad una soluzione praticabile, - ribattono i sindacati - i lavoratori capitolini rischiano di perdere un terzo della retribuzione: 380 euro medi per un operatore di polizia locale, 418 per un docente del settore educativo-scolastico, addirittura 438 per un amministrativo dell'anagrafe. Questo è inaccettabile e lo impediremo con ogni mezzo”. "Ci siamo trovati di fronte a una trattativa surreale, dove la proposta dell'amministrazione comunale prevede la riduzione del salario mensile dei lavoratori, con l'abrogazione del sistema delle indennità, a far data dal mese di agosto e, come se non bastasse, nel frattempo l'amministrazione ha bloccato a tutto il personale amministrativo il pagamento di una indennità che veniva retribuita a conguaglio dell'anno precedente", spiegano ancora i sindacati, lamentando il fatto che, in assenza di un intervento, si profila una riduzione della quota di retribuzione collegata alla produttività. Salario accessorio che “è servito in questi anni a pagare prestazioni e flessibilità del personale, peraltro in regime di blocco contrattuale da 5 anni”, accusano, consentendo di “mantenere inalterato il livello dei servizi pubblici nonostante la cronica disorganizzazione dell'amministrazione e l'aumento di complessità dei bisogni dei milioni di persone che ogni giorno vivono, lavorano, studiano o visitano la città”. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, questi ultimi sono stretti in una morsa che da una parte vede aumentare i loro sforzi sia a fronte della diminuzione del personale (di circa 10mila unità negli ultimi 8 anni), che dell'aumento dei servizi da presidiare (il 30-40% in più nell'ultimo decennio): “Tra grandi eventi, servizi sociali, asili nido, servizi notturni, mobilità, la città vive in uno stato di continua emergenza, 24 ore al giorno, mentre i lavoratori sono costretti a fare i conti con un turn-over bloccato e con l'assenza di qualsiasi intervento di riorganizzazione dei servizi. E la giunta Marino resta immobile”.
Campidoglio, sciopero dei dipendenti: il 6 giugno Roma si blocca
In 24mila incroceranno le braccia per protestare contro il taglio delle retribuzioni. A rischio scuole, servizi e Polizia locale
