Roma Capitale

Una mozione per nuovi uffici ai giudici di pace

Confermato lo sciopero dei giudici di pace di Roma oggi e domani, proclamato dal presidente dell'Unione nazionale giudici di pace, Gabriele Longo, e il segretario Alberto Rossi, che in una nota...

Confermato lo sciopero dei giudici di pace di Roma oggi e domani, proclamato dal presidente dell'Unione nazionale giudici di pace, Gabriele Longo, e il segretario Alberto Rossi, che in una nota hanno sottolineato che «con molteplici atti illegittimi dei dirigenti amministrativi del Dipartimento organizzazione e personale e del Dipartimento affari di giustizia presso il ministero della Giustizia è stato bloccato il pagamento degli emolumenti dei giudici di pace di Roma e, cosa ancor più grave, l'Ufficio, privato del necessario personale amministrativo, è stato posto nell'impossibilità di garantire ai cittadini il servizio giustizia, con ritardi nella pubblicazione delle sentenze di oltre 2 anni e nella lavorazione dei decreti ingiuntivi di oltre 8 mesi». Addirittura l'arretrato delle sentenze già depositate dai giudici «ma non ancora pubblicate dalle cancellerie -sottolinea l'Unagipa motivando lo sciopero ammonta ad oltre 81.000 sentenze, che restano a prendere polvere nelle anguste stanze dell'Ufficio di Via Teulada». Non solo, una recente ispezione del Visag ha accertato «l'insalubrità ed inidoneità dei locali di Via Teulada, ma ancora nessuna decisione è stata assunta dai dirigenti ministeriali, mentre giudici, cancellieri, avvocati ed astanti rischiano la propria incolumità». Intanto in Assemblea capitolina, il consigliere del Pd, Athos De Luca ha annunciato la presnetazione di una mozione che «impegna il sindaco e la giunta a verificare con il ministero competente e con il demanio di Stato - si legge nella nota diffusa dall’esponente dei democratici - il reperimento di locali idonei allo svolgimento e alla efficienza di un servizio così rilevante per la risoluzione di migliaia di situazioni che pesano negativamente sulla vita dei cittadini e sulle loro attività». «In un periodo di gravi difficoltà economiche e sociali come quello che attraversiamo, tutte le istituzioni devono impegnarsi per dare al meglio i loro servizi - ha spiegato il consigliere Athos De Luca - mettere i giudici di pace in condizione di lavorare bene significa aiutare tanti cittadini a risolvere i loro problemi».

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