Una fattura di 61,91 euro per un traffico telefonico relativo al periodo compreso tra la metà di febbraio e la metà di marzo di quest’anno con l’operatore 3. Una rata di un contratto «Top Infinito» stipulato a Pompei, che comprendeva pure un cellulare di ultima generazione, acquistato per mezzo di un finanziamento con la società «Compass». È quanto si è vista recapitare a casa dei genitori, dove non abita più da diversi anni, Valentina ennesima vittima di una truffa. «La fattura, accompagnata da un bollettino con il quale avrei dovuto pagare la somma richiesta alla posta – spiega – è identica a quelle che la stessa compagnia manda solitamente ai clienti: perfetta in ogni dettaglio. Tuttavia io non ho stipulato alcun contratto con la 3, avendo una ricaricabile con un altro operatore. Né sono mai stata in vita mia a Pompei. Quando mi è arrivata la bolletta sono trasecolata: tra l’altro l’hanno inviata al mio vecchio indirizzo, dove non risiedo più da quattro anni». Che si tratti di una vera e propria truffa pare ci siano pochi dubbi, a meno che la ragazza non soffra di una grave forma di amnesia che le abbia fatto rimuovere un improvviso viaggio a Pompei con annesso finanziamento per un contratto con un operatore del quale non risulta esser cliente. Da qui la denuncia ai carabinieri di via dei Fabbri Navali, a Ostia, pochi giorni dopo aver ricevuto la fattura. «In passato, quando ancora abitavo all’indirizzo dove mi hanno spedito il bollettino da pagare, avevo con la 3 due sim ricaricabili oggi non più attive – si legge nella denuncia -. Quando mi è stata recapitata questa fattura, ho contattato l’operatore di telefonia mobile in questione per ribadire che non avevo sottoscritto alcun contratto. Mi sono state fornite le modalità per il disconoscimento, ma proprio due giorni fa mi è stato mandato un nuovo sollecito a pagare». «Al pari della stessa destinataria del bollettino, 3 Italia è parte lesa nella vicenda – commenta la società di telecomunicazioni -. Siamo di fronte a un furto di identità messo in atto da ignoti per attivare un servizio in abbonamento con smartphone di ultima generazione incluso. All’atto della sottoscrizione della modulistica di attivazione, il rivenditore è infatti tenuto a identificare il cliente mediante un documento di identità valido e originale, a compilare in ogni sua parte il modello predisposto da «3» e ad allegare allo stesso una fotocopia del documento. Evidentemente, in questo caso, chi ha attivato l’utenza a nome della vittima della truffa, era in possesso di un’identità fittizia ed è riuscito quindi a superare i controlli effettuati nel punto vendita. Il punto focale nella gestione di un’attivazione fraudolenta è il disconoscimento dell’utenza da parte dell’interessato, attraverso una denuncia alle forze dell’ordine, da trasmettere a 3 Italia».
Furto d’identità per una truffa telefonica
Una fattura di 61,91 euro per un traffico telefonico relativo al periodo compreso tra la metà di febbraio e la metà di marzo di quest’anno con l’operatore 3. Una rata di un contratto «Top Infinito»...
