Roma Capitale

Il punto di forza è la solidarietà

Centro d’ascolto e pranzi comunitari per le famiglie in difficoltà

Da Milano alla Capitale per confrontarsi con una realtà di quartiere variegata. Don Mario Maggioni è approdato a Santa Maria del Soccorso al Collatino, proclamata sede parrocchiale nel ’38 e affidata in cura pastorale dall'86 all'Istituto secolare dei preti del Prado, lo scorso settembre. Nuova città, nuova esperienza, tanto entusiasmo. La parrocchia è inserita in un contesto per lo più popolare, con una parte recente dove è forte la presenza del ceto medio. Ad oggi l'integrazione fra le due anime, però, non è ancora divenuta un amalgama. Il cosiddetto Tiburtino III, nato con gli sfrattati dal centro di Roma, fin delle sue origini si è inabissato, come noto, in situazioni di povertà e di indigenza notevoli. «Non sono mancate, comunque, la solidarietà e la condivisione che favorirono la crescita insieme, la conoscenza e un attaccamento al proprio territorio», spiega don Mario. «Per questo, la parrocchia e l'Istituto religioso delle Suore Sacramentine si mossero in questa direzione, promuovendo vicinanza alla gente semplice e bisognosa. Come tutte le aree della città, inoltre, ci fu poi una evoluzione del contesto sociale, con i problemi che lo sviluppo economico portò con sé. Non mancarono neppure certe contrapposizioni con alcune forze di carattere politico, non senza una certa collaborazione». Oggi non ci sono più le Suore Sacramentine e nell'edificio che prima le ospitava opera la Caritas diocesana che pone in essere interventi sui minori, oltre al centro di accoglienza per mamme sole e i propri figli. Da poco si sta creando una sinergia per attivare un centro estivo con i ragazzi, «che sta suscitando una germinale risposta da parte di alcuni adolescenti frequentanti la comunità». L'architettura misurata, con la sua originalità di espressione, è il leitmotiv della chiesa, a cui non mancano i richiami tradizionali della campagna romana. Insieme all'immagine della Madonna del Soccorso che si erge imponente sulla facciata. La venerata icona venne donata dalla famiglia romana Pasquali quando venne istituita la parrocchia, richiamando attorno a sé un numero sempre maggiore di fedeli soprattutto durante la seconda Guerra Mondiale quando, molto esposta ai bombardamenti, la borgata rimase incolume. Così, in segno di riconoscimento verso la divina protettrice, venne collocata, nel rosone esterno al di sopra del portale, una riproduzione dell'icona ottocentesca posta sull'altare, dipinto su maioliche opera di Maria Biegler. Da diversi anni la Comunità di S. Egidio con i suoi volontari valorizza un servizio importante per le persone anziane e sole, bisognose di cura e assistenza: ad esse vengono offerti momenti di formazione spirituale e di agape fraterna. Poi, ci sono i pranzi comunitari per le famiglie indigenti, il centro d'ascolto e la raccolta di generi alimentari che attiva una distribuzione periodica di viveri a senza fissa dimora e nuclei disagiati. Senza contare l'attenzione verso il campo dei rifugiati politici, per lo più di nazionalità eritrea, ubicato nei pressi della stazione metropolitana di Ponte Mammolo. Sul versante giovanile, invece, si sta da poco cercando di riattivare tutta una serie di proposte educative, soprattutto con i ragazzi che terminano il percorso di formazione cristiana ed entrano nel capitolo adolescenza. Infine, ci sono la Comunità di Gesù Risorto, legata al Rinnovamento carismatico cattolico, e il coro parrocchiale S. Maria del Soccorso, composto da persone provenienti anche da altre zone, che ha fatto dell'accoglienza e della passione musicale il suo grande punto di forza nel percorso di comunicazione di fede.

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