Roma Capitale

La campagna elettorale finisce al Pronto Soccorso

TIVOLI Il ballottaggio si infiamma e i candidati al consiglio comunale finiscono al Pronto Soccorso. È diventato il tormentone degli ultimi scampoli di campagna elettorale il parapiglia che ha visto...

TIVOLI Il ballottaggio si infiamma e i candidati al consiglio comunale finiscono al Pronto Soccorso. È diventato il tormentone degli ultimi scampoli di campagna elettorale il parapiglia che ha visto protagonista il candidato al parlamentino cittadino, Alessandro Fontana, Pd, e quello della lista civica «Cambiamo Tivoli», Valter Dantini, il primo in forza a Manuela Chioccia, il secondo a Giuseppe Proietti, i due sfidanti in vista del turno supplementare. La lite tra i due sarebbe scoppiata in un’attività commerciale in pieno centro ed andata male sia per Fontana, accompagnato nella disavventura da moglie e figlia, che per Dantini, tutti finiti all’ospedale San Giovanni Evangelista. Per ora il primo, già segretario cittadino del partito di Renzi, scosso dagli eventi che hanno coinvolto la sua famiglia, non se la sente di rilasciare ulteriori dichiarazioni. Per il secondo, invece, a parlare è stato il legale Enrico Maria Gallinaro: «Dantini chiede che emerga la verità e ha chiesto alla Procura di acquisire i filmati delle telecamere presenti nel bar e nel Pronto Soccorso». Ad intervenire anche gli aspiranti primi cittadini, nel tentativo di placare gli animi e difendere le ragioni dei rispettivi sostenitori. «La campagna elettorale, fino ad ora, da parte mia e della mia coalizione era stata sempre pacata e propositiva -. Dice Chioccia - Come me, anche la mia coalizione, che ringrazio per questo, aveva tenuto un atteggiamento di alto profilo ed esclusivamente propositivo nell’interesse della nostra città nonostante i ripetuti attacchi subiti da diversi candidati delle liste di Proietti che, utilizzando i social network, per oltre un mese hanno orchestrato una vera e propria macchina del fango tesa a screditare me e la mia compagine con accuse ed illazioni mai supportate da atti o documenti. Dalle parole «scritte», però, si è passati ai fatti e questo, ribadisco, non è tollerabile». «Non vogliamo assolutamente entrare nel merito dei fatti, anche perché abbiamo ascoltato versioni diverse e contrastanti su quanto accaduto – ha replicato Proietti -. Riportiamo solo che il candidato di una delle nostre liste coinvolto nell'episodio ha riportato un trauma al setto nasale e a una parte del viso. Sarà l'autorità giudiziaria ad accertare i fatti accaduti. Certo è che non possiamo condividere gli attacchi verbali e personali».

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