C’è un intreccio di date che getta nuove ombre sulla gestione del circolo sportivo di Lungotevere Dante durante la presidenza dell’ex comandante dei vigili urbani di Roma Capitale, Angelo Giuliani. Il 24 febbraio del 2012 l’ex sindaco Gianni Alemanno, subito dopo l’apertura dell’inchiesta su una presunta estorsione ai vinai trasteverini Bernabei e che avrebbe di lì a poche settimane portato all’arresto di un pugno di "pizzardoni" del Primo Gruppo, chiede all’allora comandante di visionare i movimenti finanziari del club sportivo. Ma la notte fra il 25 e il 26 alcuni computer e hard disk su cui era registrata la contabilità del circolo, vengono rubati. I vertici del club denunciano un furto con scasso. Ora questo piccolo "watergate" sul Tevere si arricchisce di un nuovo particolare: la contabilità informatizzata sarebbe stata salvata su una pennetta (memoria portatile, ndr), il giorno precedente al furto, da un collaboratore del circolo. Lo rivela Angela Cantelli, dal 2005 segretario generale del Club di lungotevere Dante e moglie dell’ex comandante Giuliani, il 16 marzo 2012 ai carabinieri durante le fasi di acquisizione della contabilità voluta dal pm titolare dell’inchiesta, Laura Condemi. La Cantelli spiega agli investigatori che «si tratta della stessa documentazione contenuta nei computer rubati il 25 febbraio», copiata in un secondo tempo su un nuovo computer portatile, «che vi ho dato». Ed è la stessa signora Cantelli, durante una delle tre sessioni di acquisizione dei documenti, a precisare ai carabinieri di via In Selci che il pc consegnato contiene file della contabilità relativa al periodo compreso tra il primo luglio 2011 e il 15 marzo 2012, giorno precedente l’acquisizione del materiale da parte degli inquirenti. Due date che però coincidono anche con l’esposto dei fratelli Bernabei, datato 20 giugno 2011 e il furto del 25 febbraio 2012. Ma c’è un altro passaggio ad incuriosire. È sempre Angela Cantelli a spiegare ai carabinieri che solo a partire dal primo luglio 2011 la contabilità del circolo è stata informatizzata. Prima di quella data è tutta cartacea. Ed è vero, tanto che i militari impiegheranno più di tre giorni per fotocopiare i faldoni prelevati dalla struttura di Lungotevere Dante, dagli archivi privati di altri collaboratori del circolo e da casa della stessa Cantelli. Appare almeno singolare come la signora Cantelli, la quale spiegherà ai carabinieri che la gestione della contabilità del circolo non era tra le sue mansioni, conservasse alcuni documenti in casa propria. Ancora più singolare la coincidenza del "salvataggio" dei file, scampati al furto il giorno prima dello «scasso», grazie alla "pennetta" di un collaboratore. "Pen-drive" su cui non restano tracce di eventuali cancellazioni, a differenza di un personal computer. Coincidenze e ipotesi su cui la Procura sta ancora lavorando e che potrebbero presto portare l’inchiesta Vigilopoli, che ha coinvolto anche i vertici di Sicurezza e Ambiente, a nuove svolte. La società che si occupa di ripristinare il manto stradale dopo gli incidenti, infatti, avrebbe pagato infatti una presunta mazzetta da 30mila euro per aggiudicarsi il servizio sulle strade romane, sotto forma di sponsorizzazione proprio al club dei vigili. Ma c’è un altro fatto che incuriosice. Alla fine di luglio del 2012, cinque mesi dopo il furto nel circolo di Lungotevere Dante, ignoti si sono introdotti in casa della coppia Giuliani-Cantelli, portando via preziosi e due computer. Il fatto è stato denunciato dall’ex comandante dei vigili.
Circolo dei vigili. Il mistero dei faldoni «salvati»
Copiata su pennetta il giorno prima del furto la contabilità contenuta nei pc e negli hard disk rubati
