A un anno esatto dall’inizio dei lavori la cupola di Sant’Andrea al Quirinale torna a rifulgere in tutto il suo splendore di ori e stucchi. La chiesa, di proprietà del Fondo edifici di culto, è uno dei capolavori di Gian Lorenzo Bernini, che affidò la realizzazione delle decorazioni della cupola ad Antonio Raggi, il suo allievo più prossimo, il quale realizzò i gruppi scultorei tra il 1662 e il 1665, mentre la parte relativa ai lacunari venne affidata a Pietro Sassi e le dorature a Vincenzo Corallo. Sono ritornate alla luce le dorature originali delle decorazioni berniniane che si erano sorprendentemente conservate nel corso dei secoli in maniera più che soddisfacente. Ciò è stato possibile grazie all’intervento di restauro finanziato da Arcus e curato dalla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Roma, diretta da Daniela Porro. Il restauro è stato progettato e diretto da Paolo Castellani, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza, mentre Adriana Capriotti ha svolto le funzioni di responsabile unico del procedimento; l’intervento è stato realizzato da Picalarga srl con la supervisione dell’architetto Marco Picalarga e la direzione tecnica della restauratrice Laura Basile. Il restauro è il risultato di uno stretto e continuo lavoro di equipe, cui hanno partecipato anche gli architetti Alessandra Petretto e Marco Setti. Gli interventi di consolidamento e di pulitura hanno restituito luminosità alla decorazione delle partiture architettoniche, dei lacunari e dei gruppi scultorei raffiguranti pescatori e gruppi di angeli che scandiscono la cupola. Le superfici presentavano lesioni e piccoli distacchi sia di parti decorative che di alcuni elementi dei gruppi scultorei (foglie, frammenti di cornice, dita delle figure), oltre a crepe che attraversavano longitudinalmente buona parte della superficie di tutti gli "spicchi" che costituiscono la calotta. È stata eseguita una pulitura integrale di tutta la superficie, oltre al reintegro delle parti lacunose dei gruppi scultorei e della doratura. Ciò ha confermato quanto dichiarato da più fonti, relativamente alle "correzioni" che Bernini stesso operava sugli stucchi, rimodellando di sua mano, con ulteriori strati, i particolari plastici dei gruppi scultorei, come ad esempio muscolature o drappeggi. L’edificio, la cui costruzione come chiesa annessa al noviziato dei Gesuiti venne approvata da Papa Alessandro VII nel 1658, era sostanzialmente compiuto per la parte strutturale e per la copertura nel novembre del 1659, mentre ulteriori lavori realizzati all'inizio del decennio successivo riguardarono il lanternino e le cappelle laterali.
La cupola torna a splendere
A un anno esatto dall’inizio dei lavori la cupola di Sant’Andrea al Quirinale torna a rifulgere in tutto il suo splendore di ori e stucchi. La chiesa, di proprietà del Fondo edifici di culto, è uno...
