FRASCATI A quindi anni di distanza Frascati si affiderà nuovamente al ballottaggio per la scelta del sindaco. Nel 1999 era stato Franco Posa a battere Angelo Chiolle ma nel 2004 lo stesso Posa aveva ottenuto una conferma «bulgara» e cinque anni dopo era toccato a Stefano Di Tommaso vincere – seppur di misura – al primo turno. Roberto Mastrosanti (28,23%) ed Alessandro Spalletta (27,49%), separati da 90 voti tondi tondi, si contenderanno lo scettro di sindaco l’8 giugno. Frascati, invasa in questi mesi da ben 8 candidati sindaco, attende comunque con relativa partecipazione l’esito dell’ultimo atto di uno scontro che si consuma da ormai tre mesi: Mastrosanti e Spalletta si erano affrontati già alle Primarie con la vittoria di quest’ultimo che non era però stata riconosciuta dall’attuale sfidante. Da tutta questa profusione di votazioni, Frascati attende un rilancio del proprio ruolo di «perla dei Castelli», titolo conquistato col sudore e via via sbiaditosi. Decoro urbano, ambiente, rilancio del turismo e delle attività produttive sono i temi più cari ad una città che al nuovo sindaco chiede questo. Capitolo apparentamenti. Gli spazi di manovra sono angusti ma c’è qualcuno, tra le forze uscite di scena, che può offrire una spalla: i due contendenti guardano quindi a Vincenzo Rossetti (4,35%) e Stefano Baccani (3,72%). Il centrodestra ufficialmente non prenderà posizioni, gli altri candidati sono residuati. Il Movimento 5 stelle? «Ce ne andiamo al mare» dice con una mezza battuta il candidato sindaco e neo consigliere comunale Emanuele Dessì.
Ultimo atto della guerra fratricida del Pd
Alle primarie aveva vinto Spalletta ma Mastrosanti non aveva accettato il risultato