Un’auto parcheggiata dove non si potrebbe, un’altra che, sentendosi defraudata del posto assicurato dalle strisce gialle, si ferma in modo da bloccare la prima. Una scena comune per chi utilizza l’auto nel traffico congestionato della città ma che potrebbe costare carissimo ad un tassista, S.P., che per quella ripicca dal sapore indolente è finito a giudizio con l’accusa di violenza privata. Siamo nei dintorni di piazza Vescovio e il tassista (difeso dall’avv. Cesare Gai), dopo avere scaricato un cliente, si era accostato alla piazzola dei taxi trovandola però occupata dall’utilitaria di una signora che, lasciando la madre a custodia del mezzo, era scesa a sbrigare delle faccende. E così, il tassista, infuriato per avere trovato sbarrato il posto che gli competeva, ha pensato bene di lasciare il proprio mezzo proprio accanto all’auto in sosta vietata, per scendere poi ed aspettare il ritorno dell’automobilista indisciplinato che, a quel punto, si trovava la strada sbarrata. E così, dopo essere tornata alla propria auto e trovando l’accesso alla strada sbarrata, la signora si era attaccata al clacson per circa mezzora, nella speranza che il tassista che l’aveva "chiusa" tornasse a spostare l’auto. Un’attesa vana però, visto che l’uomo, ancora piccato per quella sosta selvaggia, non aveva preso molto sul serio le proteste della donna e, confabulando con alcuni colleghi in sosta, aveva preso tempo, decidendo di "punire" con l’attesa, la violazione del codice della strada da parte della signora. Una storia di ordinaria indisciplina al volante che non si è chiusa neanche dopo che la donna, dopo avere effettuato una serie di manovre complicate, era riuscita a farsi largo e che si concluderà solo dopo la decisione del giudice.
Tassista blocca un’auto con la propria A processo
Un’auto parcheggiata dove non si potrebbe, un’altra che, sentendosi defraudata del posto assicurato dalle strisce gialle, si ferma in modo da bloccare la prima. Una scena comune per chi utilizza l’aut...