Nessun segnale di «pace» tra il sindaco Marino e la "sua" maggioranza di centrosinistra. Al termine di una giornata estremamente impegnativa per il primo cittadino, dalla cabina di regia per il piano di rientro, all’incontro a Palazzo Chigi, dove tra l’altro è stato presentato il piano di rimodulazione dei fondi di Roma Capitale, e nel quale si è stabilita la nascita di un tavolo interistituzionale per il piano di rientro triennale imposto dal Salva Roma. Una scelta questa che lascia perplessi, considerato che è già in attivo la cabina di regia con il sottosegretario Legnini in prima linea. Infine, l’incontro con il segretario romano del Pd Lionello Cosentino e l’attesa, e forse più importante, riunione con la maggioranza. Un confronto che, nonostante il record elettorale del 43% per il Pd e la conferma di Sel sopra il 6%, non ha vissuto quel clima di entusiasmo necessario a far partire la macchina capitolina, ferma ormai da quasi un anno. Rimpasto di giunta, certamente, ma non solo. L’annuncio di Marino dell’ingresso di Silvia Scozzese in giunta per guidare il Bilancio verrà esaminato oggi in una riunione del Pd capitolino. Ma non solo. Sul tavolo infatti il bilancio, che il sindaco vorrebbe approvato dall’Assemblea entro il 30 giugno, e il piano di rientro, da approvare entro il 5 luglio. In mezzo, il nodo - complicatissimo - del salario accessorio dei 24mila dipendenti capitolini, per il quale è stato proclamanto lo sciopero il sei giugno. Duro l’intervento del capogruppo Pd, Francesco D’Ausilio che ha ribadito la necessità di un allentamento del patto di stabilità, del riconoscimento degli extracosti della Capitale e, soprattutto, l’allineamento temporale del piano di rientro con la manovra di bilancio 2014. Siu tratta infatti di due atti decisivi per le casse della Capitale e per le tasche dei romani. Altrettanto dura la posizione di Sel, con la consigliera Azuni prima che ha sottolineato la lentezza della giunta, e con il capogruppo Peciola poi: «Sul bilancio le difficoltà sono ancora tutte sul tavolo, bisogna ascoltare i municipi su questioni cruciali come bilancio e cultura. Senza lo sblocco del patto di stabilità promesso da governo il bilancio diventa insostenibile». L’idillio insomma tra il sindaco e la maggioranza ancora non c’è. Giovedì prossimo è stata indetta una seduta straordinaria del Consiglio comunale sul salario accessorio dei dipendenti. Vale a dire il giorno prima dello sciopero generale indetto proprio contro la giunta Marino. Il sindaco, intanto, dopo aver ribadito ai consiglieri di dare un’accelerata, soprattutto sull’urbanistica, sulle delibere approvate in giunta ma ferme in Aula, volerà oggi stesso a Boston per un convegno sulla mobilità. Il Pd, contestualmente scioglierà le riserve su bilancio, piano di rientro, e la nomina della Scozzese al Bilancio. Per un rimpasto più "corposo" il sindaco non arretra e si farà dopo l’approvazione del bilancio. Un braccio di ferro continuo e che difficilmente farà in modo che la strada del primo cittadino s’incontri con quella degli eletti in Assemblea. Ed è davvero difficile tenersi la guerra in casa fino al 2018.
Braccio di ferro tra Marino e la maggioranza
Nessuna intesa ancora tra sindaco e consiglieri su bilancio, piano di rientro e rimpasto L'INDAGINE UIL Comune sempre più rosa
