Roma Capitale

Prima Porta diffida il Comune per l’alluvione

Nella lettera inviata dai 156 residenti: «Ora basta, se non ci ascoltate, ci vediamo in Tribunale»

Gli alluvionati di Prima Porta chiedono il risarcimento dei danni subiti al Comune di Roma. Dopo quattro mesi dal nubifragio che si è abbattuto sul quartiere nella zona nord della Capitale e che ha sommerso con il fango case, strade e attività commerciali, 156 persone coinvolte si sono rivolte ad un avvocato. I residenti, infatti, chiedono «il relativo risarcimento e l’attuazione immediata di un piano di intervento che preveda l’esecuzione di opere atte a sanare lo stato di grave criticità dell’area di Prima Porta», specificando che «in difetto di alcun positivo riscontro entro il termine di 15 giorni dalla presente, gli stessi tuteleranno le proprie ragioni innanzi l’Autorità giudiziaria». Tra i firmatari della lettera di diffida inviata a Comune, Avvocatura di Roma Capitale e a Le Assicurazioni di Roma, anche il Comitato 31 gennaio, nato proprio in seguito all'alluvione. «Le persone che hanno aderito a questa iniziativa sono tra quelle che hanno subito danni a causa dell'acqua e del fango che ha invaso casa e attività commerciali - ha detto Francesco Mangone, portavoce del Comitato - abbiamo fatto l'autocertificazione dei danni e abbiamo valutato di partire con questa azione legale nei confronti del Comune. In questo percorso abbiamo avuto la fortuna di essere assistiti da un avvocato che ci ha offerto i suoi servizi gratuitamente». Nella lettera di diffida, inoltre, i residenti chiedono anche conto anche delle «gravi carenze strutturali del sistema di smaltimento delle acque», già evidenziate nel 2006 in uno studio dell'università di Tor Vergata, delegato dallo stesso Comune di Roma, e mai attuato. Il Comitato 31 gennaio, poi, oltre ad appoggiare l’azione legale, chiede alla Regione i attivarsi per accedere ai fondi europei da utilizzare per il completamento degli interventi che riguardano Prima Porta. «Oltre a cercare di far sbloccare il Patto di stabilità - ha aggiunto il portavoce - riteniamo opportuno, da parte della Regione, la richiesta di fondi europei che possano fornire aiuto prima». La situazione nel quartiere, dunque, dopo quattro mesi dall'alluvione non è cambiata molto. Le famiglie sfollate sono ancora nell'hotel Flaminius e le 1700 euro di contributo che Roma Capitale ha destinato agli alluvionati non sono ancora arrivati ai destinatari. Una situazione di stallo, quindi, che va avanti da mesi e che ha ormai esasperato i residenti. Per non dimenticare quanto accaduto il giorno dell'alluvione e per sensibilizzare le istituzioni sui problemi di Prima Porta, ieri pomeriggio il Comitato 31 gennaio, con il patrocinio del XV Municipio, ha organizzato la prima edizione della manifestazione sportiva "pensata per richiamare e mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza dei quartieri colpiti dall’alluvione". All'evento hanno partecipato tre squadre: l'associazione ItalianAttori, allenata da Giacomo Losi e composta da Jonis Bascir, Sebastiano Somma, Enzo Decaro, Daniele Pecci, Marco Risi e tanti altri attori italiani; i 'Comici miei', squadra di cabarettisti, tra cui Pablo&Pedro e Christian Generosi, e la squadra del Comitato 31 gennaio, "in rappresentanza di tutti i cittadini abitanti nelle zone colpite dall’alluvione e di tutti coloro i quali non vogliono vivere di nuovo quelle terribili giornate".

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