FRASCATI L’ultimo attacco è, per il momento, in un manifesto anonimo affisso praticamente su tutte le plance elettorali della città ed oltre. Nel mirino il «tradimento» di Roberto Mastrosanti, colpevole – secondo gli autori del manifesto anonimo ma dai temi vicinissimi a quelli del Partito democratico – di aver rinnegato il patto sottoscritto in febbraio per le Primarie del centrosinistra nello scorso febbraio. «Mastrosanti non rispetta la sua firma – recita il documento affisso - comprereste un’auto usata da uno così?». Un affondo diretto, a due soli giorni dal voto a rimarcare uno dei temi forti di una campagna elettorale velenosa come non mai. Il manifesto ha praticamente tappezzato la città e corona, a meno di plausibili repliche in queste ultime ore prima del voto, uno scontro durissimo tra le due anime del centrosinistra frascatano. Da una parte l’ala maggioritaria del Pd cittadino che sostiene, insieme all’Idv e ad altre forze civiche, la candidatura a sindaco del vincitore delle Primarie Alessandro Spalletta: dall’altra appunto Roberto Mastrosanti, sostenuto dal sindaco uscente Stefano Di Tommaso (espulso dal Pd pochi giorni fa ed autodichiaratosi un ìmartire della politica scellerata del Partito democratico tuscolano»), da Sel e da altre liste. Uno scontro tra titani che potrebbe però chiudere la porta del ballottaggio ad uno dei due litiganti a tutto favore di Alessandro Adotti, espressione del centrodestra (a meno di Forza Italia) o dei possibili outsider Mirko Fiasco (FI) o Emanuele Dessì (Movimento 5 stelle). Più complicate ma non impossibili altre soluzioni che passano per i candidati civici Vincenzo Rossetti (l’Alternativa), Fabio Polli (Movimento popolare tuscolano) e Stefano Baccani (Frascati in Comune): proprio quest’ultima forza politica si è distinta in queste settimane per una campagna elettorale decisamente sobria e mai tesa all’insulto dell’avversario. Esattamente l’opposto di quanto visto in un centrosinistra dilaniato e in un centrodestra dove il tema dominante è stata l’assegnazione del simbolo di Forza Italia. Il ballottaggio, insomma, contrariamente a quanto accaduto 5 anni fa quando Di Tommaso vinse (seppur per pochi voti) al primo turno e 10 anni fa con l’elezione «bulgara« del Franco Posa bis, appare come un epilogo ineluttabile. E da martedì la corsa sarà tutta per i possibili apparentamenti.
La vendetta finale contro Mastrosanti
FRASCATI L’ultimo attacco è, per il momento, in un manifesto anonimo affisso praticamente su tutte le plance elettorali della città ed oltre. Nel mirino il «tradimento» di Roberto Mastrosanti,...
