Roma Capitale

I Bernabei vittima di un falso del geometra

Un falso compiuto appositamente per far incorrere gli imprenditori romani Bernabei in un abuso edilizio, così da metterli sotto il racket di quattro vigili urbani. Questo, in sostanza, l’esito dell’u...

Un falso compiuto appositamente per far incorrere gli imprenditori romani Bernabei in un abuso edilizio, così da metterli sotto il racket di quattro vigili urbani. Questo, in sostanza, l’esito dell’udienza di incidente probatorio nel fascicolo stralcio in cui risulta indagato il geometra Francesco Belmonte, finito nel più ampio procedimento sull’estorsione ai fratelli Bernabei, titolari di una catena di enoteche a Roma. Ieri mattina, il consulente tecnico del giudice ha letto gli esiti della perizia, sulla base di un quesito posto per chiarire se il geometra Belmonte avesse compiuto un falso destinato a perfezionare il reato di abuso edilizio per la ristrutturazione di un nuovo locale nel centro storico. In particolare, era stato chiesto se il geometra avesse «operato una rappresentazione difforme dello stato dei luoghi realmente esistenti ovvero una rappresentazione difforme dello stato dei luoghi già graficamente rappresentati in altri atti ed esistenti presso gli uffici competenti». Il consulente ha chiarito che «si confermano le difformità dello stato dei luoghi e degli atti esistenti preso gli uffici pubblici». In sostanza, era stato compiuto un falso. Il fascicolo ora è tornato alla Procura, che dovrà stabilire se procedere per il falso nei confronti di Belmonte, già sotto processo per l’abuso edilizio. In un primo momento la Procura aveva ipotizzato che fosse stato Paolo Bernabei a compiere le violazioni edilizie. Tuttavia, come dimostrato da un provvedimento di archiviazione, è emerso che l’imprenditore «ha agito nella piena efficacia scusante della buona fede», perché si era affidato a «un tecnico di fiducia», Belmonte, che rivestiva la duplice veste di direttore e progettista dei lavori. Così, sono stati svelati i ruoli dei vari imputati nel processo madre: il geometra, col compito di fare abusi edilizi tenendo all’oscuro i Bernabei, con i vigili (Duilio Valente, Antonio De Stefanis, Giancarlo Vicari e Spartaco Pierotti) che, in un secondo momento, avrebbero chiesto il pagamento di 30mila euro di tangenti, con la minaccia di «sopralluoghi strumentali all’accertamento di abusi e irregolarità».

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