Roma Capitale

Addio ai residence. Arriva il piano casa

Tre mosse e dodici milioni per sostegno mensile, affitto e realizzazione di 1.072 alloggi

Superare i residence «in un paio d’anni ed eliminare la concentrazione del disagio sociale». Questi i presupposti del «Piano di intervento per il sostegno abitativo», più semplicemente definito Piano casa, presentato ieri dal sindaco Ignazio Marino e dell’assessore capitolino alle Politiche Abitative, Daniele Ozzimo. Un progetto che vale circa 12 milioni di euro, l’importo dei fondi messi a disposizione dalla Regione per permettere all’amministrazione di provedere verso «la chiusura di quasi tutti i 31 centri di assistenza alloggiativa temporanea (Caat, ndr)» dove oggi vengono ospitate 1700 famiglie in grave difficoltà, a fronte di una spesa annua di 37 milioni di euro. Quasi tutti, perché alcune strutture dovranno restare a disposizione per far fronte alle emergenze immediate. Il piano ricalca le linee guida presentate a settembre dallo stesso Ozzimo e interesserà circa 40mila famiglie in emergenza abitativa a Roma (dati Cresme) e le oltre 7mila su cui ogni anno pende sentenza di sfratto. Il progetto verrà applicato in tre mosse: buono casa, sostegno agli affitti tramite i Municipi e Saat, «sistema assistenza alloggiativa temporanea». BUONO CASA Il buono casa consiste in un assegno mensile che va dai 600 agli 800 euro, per 4 anni (rinnovabili) a copertura del canone d’affitto, più un ulteriore contributo iniziale di 5mila euro «per l’arredamento dell’appartamento». L’accesso al buono permetterà alle famiglie destinatarie di poter scegliere liberamente la propria casa sul mercato privato, purché non si sfori il budget, «eliminando dunque la ghettizzazione del disagio – ha affermato Ozzimo – che cristallizza le problematiche». Con un notevole risparmio per il Campidoglio. «Ad oggi – ha spiegato Marino – un alloggio di 15-20 mq in un residence ci costa anche 2500 euro al mese, quanto un appartamento in zona Pantheon». Una condizione: i beneficiari dovranno pensare da soli a pagarsi i servizi, ovvero acqua, luce, gas e spese condominiali. Destinatarie le famiglie che vivono nei residence e quelle con un reddito inferiore ai 18mila euro. A disposizione ci sono 2.755.660 euro. CONTRIBUTO AFFITTO I Municipi si occuperanno di gestire i contributi all’affitto, in totale 2.250.000 (in media 150mila euro a parlamentino). «Non molto», in realtà, ha ammesso l’assessore Ozzimo. Ma i fondi saranno utili a prevenire le situazioni di emergenza abitativa andando a contrastare eventuali morosità e quindi a limitare gli sfratti. ALLOGGI TEMPORANEI Uno dei punti più importanti è quello dedicato ai più indigenti, ovvero «a chi non è in grado di pagare nemmeno le spese», categoria a cui è destinata gran parte dei fondi a disposizione: 7.182.000 euro. Queste persone verranno comunque invitate a spostarsi dai residence, ma sarà il Comune a trovargli una nuova sistemazione «a prezzo di mercato». Gli alloggi, questa volta, verranno selezionati «attraverso un grande e regolare bando europeo» che «ci permetterà anche di superare una delle tante rilevazioni del Ministero Economia e Finanze». Non è chiaro se l’amministrazione ha in mente di affittare o acquistare direttamente gli appartamenti. OCCUPAZIONI Ovviamente ci vorrà un po’ di tempo prima che la macchina del Piano casa entri in funzione. Anche perché «sarà una transizione dolce», suggerisce il sindaco. Ma si teme per le circa 3000 persone che ad oggi, spinte dai Movimenti di Lotta per la Casa, vivono in alloggi occupati. Con l’applicazione immediata dell’art. 5 del Piano Lupi, se retroattiva, potrebbero vedersi staccati i servizi, che renderebbero molti degli spazi occupati inagibili. «Il Piano Casa del Governo non deve essere retroattivo – ha spiegato Ozzimo – e mi hanno assicurato che non lo sarà. Se si presenterà il problema, lo affronteremo. Nel frattempo pensiamo all’emergenza attuale». ALLOGGI POPOLARI I nfine, è stato lo stesso Marino ad annunciare che «nei prossimi mesi» sarà dato il via alla realizzazione di ben 1072 alloggi di edilizia popolare, grazie «al recupero in bilancio di 117 milioni di euro sulla spesa corrente». Il «pacchetto più completo di questo non c’è in tutta Italia», ha specificato, ricordando anche che «la rabbia di chi contesta è normale e comprensibile, e le istituzioni stanno facendo di tutto per alleggerire il disagio sociale».

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