Roma Capitale

L’Agenzia delle entrate appalta la sicurezza a una società indagata

L'Agenzie delle Entrate dà in appalto la vigilanza armata dei suoi palazzi a una società indagata dalla Procura di Roma per aver evaso il fisco per circa 6 milioni di euro. Si tratta dell'istituto di...

L'Agenzie delle Entrate dà in appalto la vigilanza armata dei suoi palazzi a una società indagata dalla Procura di Roma per aver evaso il fisco per circa 6 milioni di euro. Si tratta dell'istituto di vigilanza Città di Roma Metronotte srl, a cui è stato aggiudicato un appalto di circa 7 milioni di euro in tre anni, più iva. A febbraio scorso i finanzieri del nucleo di Polizia tributaria di Roma hanno perquisito da cima a fondo la sede amministrativa della società di vigilantes che "sorveglia" i punti nevralgici del potere nella Capitale. Sono al momento otto le persone sotto procedimento penale. In particolare, a Carlo Mitra, quale presidente del consiglio di amministrazione dell'Istituto di vigilanza nuova città di Roma dal 22 maggio 2008, (nomina confermata il 4 novembre 2009) fino al giugno 2013, e a Fabrizio Montali quale "dominus e amministratore di fatto dello stesso istituto", viene contestato di non aver versato l'Iva per un totale di oltre 6 milioni: 2.742.413 euro nel 2010 e 3.553.023 euro nel 2011. Sempre a Montali e agli altri sei (con l'eccezione di Mitra) viene poi contestato di aver dato vita a una cooperativa, intestata a un ragazzo rumeno e trasferita in Romania il 14 novembre 2010, al solo scopo di liberarsi di 9 milioni 254 mila 879 euro di debiti accumulati, in modo da rendere «inidonea qualsiasi procedura di riscossione dei tributi». Le Fiamme Gialle, dopo aver sequestrato materiale cartaceo e informatico aziendale, hanno bussato alla porta di nuovi e vecchi amministratori di Metronotte. A cominciare dalle abitazioni di Messina e Guidonia in uso a Montali, condannato lo scorso 8 novembre a 18 mesi di reclusione per usura. Nello stesso processo Enrico Nicoletti, ex cassiere della Banda della Magliana, ha preso 7 anni e 6 mesi per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Nel corso delle perquisizioni è emerso che la sede legale dell'istituto di vigilanza, in via Quintino Sella a Roma, coincideva anche con la residenza della madre di Montali, Antonina Spagnolo, nonché moglie dell'ex sottosegretario socialista Sebastiano Montali. "La tariffa presentata dall'istituto Città di Roma Metronotte non è congrua rispetto al costo del lavoro che deriva dall'assunzione delle guardie giurate di Italpol attualmente presenti sull'appalto", si legge nella lettera che Fisascat Cisl ha inoltrato all'Agenzia delle Entrate, all'attenzione di Attilio Befera. Contestualmente il sindacato dei vigilantes ha sporto denuncia alla Procura per turbativa d'asta e false dichiarazioni nella procedura di gara.

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