Roma Capitale

Cattoi: a luglio nidi aperti Pubblici e convenzionati

Natalia Poggin.poggi@iltempo.it Asili nido comunali a gestione diretta chiusi a luglio? Neanche per sogno: parola di Alessandra Cattoi, assessore capitolino alla Scuola, contrariata dalle voci che...

Asili nido comunali a gestione diretta chiusi a luglio? Neanche per sogno: parola di Alessandra Cattoi, assessore capitolino alla Scuola, contrariata dalle voci che si rincorrono in questi giorni sull’eventualità che i bimbi, i cui genitori ne hanno fatto richiesta, a luglio vengano «dirottati» in toto nelle strutture convenzionate. «Il Comune non ha alcuna intenzione di chiudere gli asili nido - dice la Cattoi - nè di lasciare qualcuno a casa e meno che mai risparmiare sui bambini. La domanda quest’anno è cresciuta rispetto al 2013 e quindi prevediamo che i posti disponibili nei nidi convenzionati non sarebbero comunque sufficienti. Quindi rimarranno aperti sia i convenzionati (la cui capienza è di 3000 posti) sia i pubblici. Non so ancora quanti ma saranno tra le cinquanta e sessanta strutture. E dunque alla fine ci saranno una decina di asili aperti in meno rispetto all’anno scorso. Che saranno compensati comunque dall’apertura a pieno regime dei privati convenzionati». A sollevare la questione sono stati i sindacati preoccupati per lo spostamento dei bimbi da una struttura all’altra che avrebbe causato difficoltà d’inserimento per i piccoli «Le educatrici dei nidi comunali a luglio (e agosto) non lavorano comunque. Quindi per far funzionare l’asilo chiamiamo delle supplenti. Di conseguenza i bimbi non possono avere la stesse maestre. Che sia un’ingiustizia sono d’accordo anch’io. In effetti può essere un provvedimento penalizzante per i bambini abituati all’interazione con un certo personale educativo. Ma la situazione è questa. Per assurdo i bimbi che frequentano i nidi convenzionati questo problema non ce l’avranno. Si ritroveranno a luglio con persone familiari». In questa maniera avete assicurato la copertura del mese di luglio ai nidi convenzionati? «Appunto, così potranno pagare le spese fisse come affitto e utenze. Soprattutto avremo impiegato meglio i soldi pubblici. Infatti negli anni passati a luglio veniva corrisposto ai nidi convenzionati l’importo pieno anche se era rimasto aperto solo per tre, quattro bambini. Ognuno di loro ci costa 115 euro al mese. Vorrei aggiungere che per quanto riguarda la formazione, la preparazione e la professionalità le educatrici dei convenzionati non differiscono in nulla dalle educatrici delle strutture pubbliche. Da questo punto di vista i genitori possono stare tranquilli». L’apertura dei convenzionati è stata vista come un pretesto per tagliare, un’abdicazione alla qualità del servizio un provvedimento dettato da valutazioni ragionieristiche di contenimento della spesa. Le critiche sono arrivate da destra e da sinistra «Le questioni che interessano il sociale non dovrebbero essere terreno di scontro politico. Ribadisco ancora una volta che si tratta invece di soluzioni che mirano ad usare bene le risorse pubbliche. Non si vogliono tagliare posti di lavoro. I sindacati ci hanno accusato pure che lasceremo a casa quelle supplenti della lista comunale che di solito lavoravano a luglio. Il nostro primo pensiero è per i bambini. Anche perché il numero dei piccoli che necessitano del nido a luglio cresce in misura esponenziale di anno in anno. In questa maniera sfrutteremo al 100 per cento le strutture che servono. Se consideriamo che le domande alla fine saranno più di tremila era inevitabile allargare l’offerta anche con i convenzionati». Se a una famiglia viene proposto un nido convenzionato lontano da casa e scomodo da raggiungere come si fa? «Si affronteranno i problemi caso per caso. Del resto ci sono alcuni municipi che hanno pochissimi asili convenzionati e altri che ne abbondano. Una cosa è certa: non ci sono assegnazioni obbligatorie».

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