Roma Capitale

Casali Papillo okkupati da 313 giorni. Marino s’è deciso: sgomberateli

Il sindaco ha firmato l’ordinanza. Transennata l’area di via Moravia

Dopo 313 giorni di occupazione abusiva indisturbata finalmente il sindaco Marino firma la prima ordinanza di sgombero dei casali Papillo di via Alberto Moravia all’Eur, fortino dei movimenti per la casa guidati da Action ed Arci che se ne sono appropriati già dall’estate scorsa. Da allora, le giornate sono trascorse tra comizi No Tav e feste della birra, mentre il numero di inquilini che all’interno dei casali vivono in pianta stabile si è drasticamente ridotto, nel corso degli ultimi sopralluoghi la polizia ha censito appena tre nuclei familiari, di cui uno rom: nessuna emergenza abitativa, dunque, solo una "bandierina" sulla mappa delle occupazioni come denunciano dall’inizio, inascoltati, i residenti della zona, obbligati a una convivenza sempre più difficile. Oggi si "festeggiano" i 313 giorni di occupazione, forse troppi anche per il sindaco Marino che dopo mesi di inerzia si è deciso a firmare, il 14 maggio, un’ordinanza «contingibile e urgente per lo sgombero dell’immobile sito in via Alberto Moravia e il transennamento delle aree adiacenti agli immobili limitrofi a tutela della salute e dell’incolumità pubblica». Che gli stabili fossero già stati dichiarati pericolanti, del resto, non è una novità. Anche nell’ordinanza, nel ripercorrere le tappe che hanno condotto alla situazione attuale, si precisa che lo scorso ottobre la Commissione per la verifica delle condizioni statiche degli edifici comunali aveva rilevato «un diffuso quadro fessurativo all’intradosso dei solai con potenziale pericolo di caduta degli intonaci già verificatasi in alcune zone» e «un impianto elettrico fatiscente che non garantisce la sicurezza». Nonostante questo, gli eventi aperti al pubblico sono continuati, dal cenone di capodanno al primo maggio con fave (abusive) e pecorino dell’orto biologico. L’unico tentativo di sgombero, a novembre, è sfumato prima ancora che la polizia riuscisse ad avvicinare i casali, dopo la "soffiata" un centinaio di attivisti si sono schierati a difesa delle strutture impedendo di fatto l’operazione. Gli occupanti hanno comunque reagito, prima occupando la sede del consiglio del IX municipio al momento della votazione di una mozione pro-sgombero, poi alzando i toni col minisindaco Santoro (Pd) e il suo vice Alessio Stazi (Sel) che avevano auspicato una «liberazione spontanea dei casali»: «Prima di sgomberarci, sgomberatevi il cervello - hanno replicato gli occupanti del PachaMama, come sono stati ribattezzati i casali - dopo le feste, a gennaio, avete votato una risoluzione per "liberare i casali", sorretti da blindati e celerini. Se questa è la partecipazione di cui parlate, sappiate che non ci piace e che non ne può nascere nulla di buono». «Ci sono voluti 10 mesi per un atto doveroso di legalità - commenta l’ordinanza Sveva Belviso, capogruppo Ncd in Campidoglio - è stata fondamentale la pressione dei cittadini che non si sono mai arresi, ora si proceda celermente con l’esecuzione dello sgombero senza perdere ulteriore tempo».

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