Il problema non è cancellare la lupa dal brand turistico di Roma capitale, ma sostituire quel logo con un altro commercialmente più "appetibile". Quanto all’ordinanza anti alcol, le polemiche dei residenti non frenano la convinzione dell’assessore al commercio Marta Leonori che bisogna trovare un compromesso tra esigenze contrapposte. Assessore, lupa sì, lupa no. Ha davvero intenzione di sostituirla con il Colosseo? «Non ho detto né Colosseo, né lupa. Ho solo detto rifacciamo quel logo perché è fatto male, tra i peggiori che possono vedersi in giro. Vogliamo un brand più accattivante, al pari di altre città del mondo come Parigi, New York, Londra. Un logo che guardi al futuro». Però lei ha messo in discussione uno dei simboli di Roma.Se ne rende conto?. «Non avevo alcuna intenzione di farlo, figuriamoci se voglio mettere in discussione la storia della città e i suoi simboli, questa cosa è stata fraintesa. In molti hanno pensato che stessi parlando del simbolo Spqr che troviamo anche sui gabbiotti dei vigili urbani. Invece si sta parlando del brand del turismo. Mi hanno anche detto che ci sono altri problemi più importanti e vorrei vedere che non fosse così, non passo certo le mie giornate a pensare alla lupa. In quell’occasione si stava parlando di turismo». Farete un nuovo concorso per un nuovo logo? «Cerchiamo una modalità per selezionare un nuovo brand. Vogliamo ottenere il migliore risultato e questo risultato si ottiene sfruttando i simboli all’interno di una strategia comunicativa». A proposito di turismo, i numeri dicono che i visitatori sono in aumento ma c’è chi dice sono solo i pellegrini.. «Non direi proprio. I dati parlano di un incremento dei 4-5 stelle e non credo che i pellegrini vadano in questi alberghi. E poi a crescere sono americani, russi, arabi, giapponesi e cinesi che proprio pellegrini direi che non sono. È chiaro che Roma è anche la città del turismo religioso ma questo non è certo un turismo di serie B». Passiamo all’ordinanza anti alcol. I residenti la criticano perché dicono che vietare di bere per strada da mezzanotte è inutile, loro vorrebbero il divieto alle 22? «Ricevo diverse sollecitazioni, da parte dei residenti, dei commercianti ma anche di gente comune che soprattutto in estate credo che abbia il diritto di farsi una passeggiata con una birra in mano. Capisco i residenti che in alcuni quartieri della movida sono esasperati da un certo modo di vivere la notte. Per questo non avrò alcun problema ad incontrarli la prossima settimana se vogliono, per cercare di spiegare loro la mia decisione e assicurare che di pari passo con l'ordinanza andranno i maggiori controlli sul territorio». I residenti chiedono anche di superare la logica dell’ordinanza... «E hanno ragione. Vogliamo lavorare su illuminazione delle strade, pulizia, la sperimentazione avviata a Trastevere è andata molto bene e vorremmo replicarla anche in altri quartieri. Possiamo sfruttare la disponibilità della Regione di investire sui centri commerciali naturali e riportare alcune attività culturali sulle strade». Non le sembra però un po’ strano escludere dall’ordinanza alcune strade o piazze importanti come piazza di Spagna o Pantheon? «Stiamo verificando se ci sono le condizioni tecniche che permettano di includere anche queste piazze ma forse su quelle piazze, dove non c’è una concentrazione di locali, è sufficiente agire con mezzi ordinari. Piuttosto che al Governo vada chiesto un intervento eccezionale per le grandi città, sia sulla movida sia sull’abusivismo». Si spieghi meglio... «Io non posso neanche agire sugli orari per far chiudere, ad esempio, i negozi durante le festività più importanti perché c’è la liberalizzazione. L’unico modo per agire in quella direzione, penso alle frutterie o ai minimarket, è l’ordinanza».
Leonori: «Via la Lupa solo dal marchio per i turisti»
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