A mano, o a spalla, verso l'eternità. L'ultimo viaggio di chi muore all'interno dell'ospedale di Palestrina ha un passaggio obbligato nell'angusta camera mortuaria senza vista d'accesso per i carri funebri. E così parenti, amici o semplici addetti delle agenzie di onoranze funebri ogni volta si devono far carico del caro estinto fino all'esterno del «Coniugi Bernardini», dov'è costretto ad attendere il vettore di fine corsa (e di sola andata). Bara a mano, a spalla o, più mestamente, sul carrello che, nel cinico gergo ospedaliero, indicano sarcasticamente come «la vedova» (o al maschile, a seconda del caso). Ora, dopo tante gocce di sudore ad imperlare la fronte dei volti già rigati dalle lacrime, con le conseguenti e ricorrenti lamentele rigorosamente a bassa voce, l'Asl Rm G ha finalmente dato avvio ai lavori per la realizzazione della nuova camera mortuaria interna al nosocomio prenestino. «La predisposizione del nuovo locale risponde al bisogno di soddisfacimento dei requisiti di idoneità per questa tipologia di servizio- assicura l'azienda sanitaria- primo fra tutti quello di garantire un adeguato accesso al mezzo adibito al trasporto dei deceduti». Anche perché l'attuale camera mortuaria, situata nell'ala vecchia del nosocomio, «ha spazi insufficienti ed angusti- riconosce la stessa Asl- e non consente al carro funebre di raggiungere le immediate vicinanze dell'ingresso della morgue. Per ovviare a questo gravoso inconveniente è stata individuata, sempre nell'ala vecchia del Coniugi Bernardini, una nuova soluzione logistica con spazi idonei sia all'interno che all'esterno della struttura». Gli ambienti prescelti per ospitare la nuova camera mortuaria prima accoglievano i vecchi serbatoi, ora in fase di dismissione dato il nuovo e più potente impianto di adduzione idrica realizzato nell'ospedale. Si passerà dai cassoni dell'acqua alle casse mortuarie, dunque, e il termine dei lavori di ristrutturazione è previsto per la fine del prossimo luglio. «La nuova camera mortuaria vanterà una superficie di circa 110 metri quadrati e spazi più riservati rispetto al passato, tali da consentire maggiore privacy, un'adeguata esposizione delle salme e una decorosa accoglienza ai convenuti per la veglia funebre», assicura l'Asl Rm G. Che, «con questo intervento intende conferire meritata dignità al penoso frangente del fine vita dell'utenza e, contestualmente, fornire una degna e moderna risposta alle esigenze della cittadinanza». E così sia: mai più portati a mano, o a spalla, prima dell'ultimo viaggio.
Carri funebri vietati all’obitorio dell’ospedale
Le bare vengono portate via a mano e a spalla