La carenza di camici bianchi rischia di far collassare i 5 Pronto soccorso dell'Asl Rm G che, fino al prossimo settembre, avranno bisogno dei ricostituenti «per evitare l'interruzione di pubblico servizio». L'azienda sanitaria più estesa del Lazio deve, infatti, prescrivere una «trasfusione» di 2.200 ore di attività aggiuntiva, assicurata grazie all'ingaggio a gettone di medici pagati «in regime di attività libero-professionale fuori dal normale orario di servizio» (60 euro lordi l'ora) pur di «far fronte alle problematiche dovute alla grave carenza di personale medico per coprire i turni di servizio». Anche perché le 5 strutture d'emergenza sono costantemente oberate dagli accessi: «I due Ospedali di Colleferro e Subiaco, che nell'anno 2012 risultavano molto occupati, si attestano nel 2013 su un livello definito sovraffollato - quantifica l'Asl Rm G nel suo ultimo rapporto - I due pronto soccorso di Monterotondo e Palestrina, pure severamente sovraffollati nel 2012, raggiungono nel 2013 il livello di pericolosamente sovraffollato. L'Ospedale di Tivoli si mantiene pure su un livello di sovraffollamento pericoloso, come già l'anno precedente». Con un conseguente allungamento, «in taluni casi clamoroso dei tempi di gestione. Per quanto riguarda il tempo di sosta in attesa del ricovero», nel 2013 è aumentato «da 3,9 ore a 5,6 a Colleferro, da 6,0 a 7,7 ore a Monterotondo, da 5,8 a 9,1 ore a Palestrina e da 4,9 a 6,5 ore a Subiaco. A Tivoli lo stesso fattore si modifica di poco, da 11 ore a 10,7 ma si mantiene comunque sul livello massimo dell'Asl Rm G». Che motiva l'aumento delle soste nelle 5 astanterie con «la riduzione dei posti letto a disposizione per il ricovero (470 letti a fronte dei 1.431 che dovrebbe avere) ma anche la concomitante diminuzione del personale operante». E così il 34,7% degli accessi in Pronto Soccorso effettuati nel 2013 dai residenti nei 70 Comuni dell'Asl si è riversato nelle strutture d'emergenza fuori dai confini aziendali. Un record di mobilità passiva che raggiunge l'apice per i ricoveri: il 69% (equivalente al 72,5% dei rimborsi) nelle strutture esterne e private. Ma mercoledì prossimo la più grande delle strutture pubbliche aziendali, il «San Giovanni evangelista» di Tivoli, aggiungerà i 300 metri quadrati del nuovo day hospital oncologico, costato 878 mila euro, e venerdì 23 anche la Pediatria e Neonatologia tornerà nella sua originaria collocazione dopo la ristrutturazione costata un milione di euro.
Medici a gettone per coprire i turni di pronto soccorso
Il provvedimento sarà valido fino a settembre