Roma Capitale

Aggressione verbale e scritte contro Silvagni

Insultato in piazza mentre era con la moglie

MARINO La campagna elettorale si fa sempre più incandescente. Martedi il candidato a sindaco del centro destra Fabio Silvagni è stato pesantemente insultato da alcuni cittadini nella piazza principale di Marino. In tarda serata, alla presenza di pochi passanti, alcune persone hanno rivolto direttamente a Silvagni, che era in compagnia della moglie, insulti e parole offensive verso lui e la sua famiglia. «A tutto c’è un limite e ancora una volta in questa campagna elettorale è stato superato» afferma. L’episodio si va infatti ad aggiungere ad una serie di manifestazioni in cui Silvagni è stato criticato e vessato più o meno pubblicamente anche con scritte anonime sui muri della stazione ferroviaria. «Questo increscioso incidente mi è accaduto proprio il giorno in cui avevo deciso di prender parte al prossimo confronto con tutti i candidati a sindaco di Marino – continua Silvagni – che, visto il clima di attacchi personali a cui sono sottoposto, devo necessariamente declinare». L’incontro - confronto tra i candidati a sindaco di Marino ormai è fissato ma sarà parziale poichè Fabio Silvagni ha deciso di non partecipare. «Spero che questa decisione e questa assenza vengano lette come si deve – scrive Silvagni – ovvero come un segnale a favore della maturazione di tutti nella direzione di quella che anche a Marino deve essere la vera democrazia che da sempre si fonda sul rispetto della libertà dell’altro e non sugli insulti e sui soprusi». Questa a grandi linee la storia di tutta la vicenda. Ora tutte le riflessioni che si rendono necessarie. Il gesto di insultare pubblicamente una qualsiasi persona, anche non impegnata in politica, è palesemente denigrabile. Ricordiamo a tutti che Fabio Silvagni da almeno vent’anni milita, con diversi ruoli, nella politica locale di Marino, forse non esponendosi mai in prima linea come ora. I suoi elettori si meritano di poter assistere ad un confronto pubblico con gli altri candidati e di ascoltare il dibattito di proposte e di idee. Il confronto è alla base di quella stessa democrazia a cui faceva riferimento Fabio Silvagni. Del resto Berlusconi docet. I suoi avversari sono arrivati anche a tirargli in pieno volto una statuetta ma lui non l’ha mai data vinta al suo aggressore. Si è rialzato, anche più forte di prima, e non ha mostrato un minimo tentennamento nel continuare ad esporre e dibattere le sue idee.

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