L’ufficio del Giudice di Pace di Ostia non si arrende al decreto legislativo n.156 del 2012 sulla soppressione di oltre seicento sedi giudiziarie in tutta Italia. Resta aperto per lavorare quel migliaio di cause iscritte a ruolo precedentemente alla chiusura decisa dal Ministero. Tuttavia, con il provvedimento di sospensione del Tar Lazio, è stato intanto bloccato il trasloco e congelata la riconsegna dei locali, prevista al termine del periodo di funzionamento transitorio dell’ufficio. Le anomalie denunciate nel ricorso riguardano il momento di istruzione amministrativa a monte del decreto ministeriale, fase in cui era prevista la possibilità per i Comuni interessati di impegnare a proprie spese il mantenimento delle sedi incluse nella lista nera. «Il Ministero ha preteso dall’allora Giunta Alemanno adempimenti aggiuntivi, che non erano richiesti per il salvataggio degli uffici normali – aggiunge il Giudice Claudio Fiorentino, rientrato in servizio presso la sede accorpante di via Teulada -. Ciò è avvenuto, per Ostia, mediante richiamo alla legge istituiva del Giudice di Pace, che prevede il parere del Ministero per l’istituzione delle sedi distaccate. Di questa ‘variante’ ovviamente non c’era alcuna menzione preventiva né nelle linee guida né nel decreto legislativo. Bloccati gli effetti del provvedimento almeno fino al prossimo 28 maggio, prenderà posizione il Ministero con l’avvocatura dello Stato».
Il giudice di pace «soppresso» resiste fino al 28
L’ufficio del Giudice di Pace di Ostia non si arrende al decreto legislativo n.156 del 2012 sulla soppressione di oltre seicento sedi giudiziarie in tutta Italia. Resta aperto per lavorare quel...