Non ci sarà un albergo al posto del palazzo antico che ospita al piano strada il Caffè della Pace, piuttosto appartamenti da vendere e affittare. Ma, soprattutto, il locale resterà al suo posto con gli attuali gestori, i Serafini, proprietari del marchio. Tutto questo, certo, se riuscirà a spuntarla nella trattativa con l’Istituto Santa Maria dell’Anima che è proprietario del palazzo nonché del locale appena sfrattato. Perché, intanto, l'Istituto ha già avviato una trattativa per cedere lo stabile con un altro grande gruppo imprenditoriale. Lui è Sergio Scarpellini, noto imprenditore romano, proprietario di numerosi immobili della Capitale, tra cui Palazzo Marini dove hanno sede uffici della Camera dei Deputati ed è sceso personalmente in campo per dire "no" alla chiusura del Bar della Pace. Promette di lasciare tutto così com’è se dovesse riuscire ad aggiudicarsi il palazzo? «Assolutamente sì. È un’assurdità chiudere quel locale, io ne sono un frequentatore abituale, su quei tavolini siedono attori, artisti, persone di ogni genere. Ha mai gustato un cocktail all’ora dell'aperitivo immersa in quell’atmosfera? È un pezzo di Roma, non può sparire con un colpo di spugna». A che punto è la trattativa con la proprietà sulla vendita del palazzo? «Mi sono fatto avanti per acquistarlo, ho avuto un incontro con l'amministratore dell'Istituto che mi ha detto di avere già iniziato una trattativa con un altro gruppo, se quella non dovesse andare in porto allora prenderebbero in considerazione la mia offerta. Mi hanno detto che mi faranno sapere». Ha sentito dell'ipotesi di trasformare il palazzo in un albergo, cosa ne pensa? «Non farei mai una cosa del genere, sinceramente. Quello è un palazzo d’epoca, deve restare tale. Ho sentito anche l’ipotesi che il locale potrebbe essere una sorta di reception dell’albergo ma andiamo, il Caffè della Pace non sarebbe più la stessa cosa». E allora, lei cosa ci farebbe di quel palazzo oltre che mantenere il Caffè così com'è? «Farei degli appartamenti da vendere o da affittare, ma soprattutto mi preme, le assicuro, salvaguardare quel posto a cui davvero sono affezionato». La signora Serafini può dunque stare tranquilla, contratto rinnovato ? «Certamente. Conosco la signora Daniela e ho vissuto tutta la sua giusta apprensione. Le ho parlato e le ho assicurato che se riuscirò ad acquistare l'immobile lei riavrà il locale e potrà continuare a gestirlo come bene ha fatto in tutti questi anni». Intanto Giulio Anticoli, presidente Botteghe Storiche della Cna, si dice pronto a sostenere l'immobiliarista nell’obiettivo di acquistare l'immobile e lasciare intatto il Caffè della Pace. «Ho avuto da Scarpellini la conferma della volontà di rilevare lo stabile. A questo punto ci adopereremo che sia rispettato l’impegno e che sia garantita la sostenibilità per proseguire l’attività».
«Pronto a comprare il palazzo e lasciare dov’è il Caffè della Pace»
Non ci sarà un albergo al posto del palazzo antico che ospita al piano strada il Caffè della Pace, piuttosto appartamenti da vendere e affittare. Ma, soprattutto, il locale resterà al suo posto con...