Raccontare la storia della parrocchia S. Anselmo è raccontare quella quotidianità che fa miracoli. Siamo alla Cecchignola, territorio alla periferia sud di Roma, esteso su due quartieri, per un totale di oltre 6.000 abitanti, ancora oggi, dopo vent'anni dalla realizzazione, sprovvisto di servizi e pure di una chiesa. Dunque, ci si è dovuti arrangiare. Le attività di culto vengono esercitate in fondi ricavati dal piano terra di un condominio. Proprio così. La parrocchia che apre le sue porte a Il Tempo è inusuale, diversa dalle altre, ma i giovani che la frequentano hanno ugualmente un entusiasmo a tremila. Lo si intuisce dalle parole di don Daniele (che non smette di ringraziare per l'opportunità di vedere i suoi ragazzi finire sulle pagine di un quotidiano), amministratore parrocchiale qui da appena tre mesi: il tempo di una rivoluzione, «con la gioventù al centro. La situazione logistica - dice - non blocca lo spirito pastorale, ben consapevoli di come la funzione primaria della Chiesa, ancor prima dell'edificio di pietra, sia quella di formare pietre vive, cristiani adulti nella fede e nella testimonianza». Il motore anima di tutto? «Le parole del Papa prossimo santo Giovanni Paolo II: "Non abbiate paura. Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!". Quelle che sono in grado di fare la differenza in un'area ai margini della città. Sul fronte spirituale, oltre alla formazione sacramentale, si organizzano incontri di formazione permanente e catechesi per giovani e adulti, specie per coloro che hanno lasciato la pratica religiosa. Il cammino neocatecumenale, il movimento dell'amore familiare, i giovani di Taizè, gli incontri di Lectio Divina, quelli di bioetica e le meditazioni incentrate sulla Parola di Vita ispirata al movimento dei focolari, i momenti periodicamente offerti a praticanti e non. E, nelle prossime settimane, ogni famiglia della zona verrà coinvolta, tramite l'invio di più di cinquanta laici che, bussando alla porta di ogni casa, "testimonieranno la presenza reale del Cristo Risorto nella loro vita". A ricordo della grande missione popolare che proprio Papa Giovanni Paolo II volle per la Diocesi di Roma nel grande Giubileo del 2000». L'azione caritatevole, spiega don Daniele, «passa dal Centro di Ascolto e dalla Caritas parrocchiale, con il supporto della Comunità di Sant'Egidio e a fianco della Croce Rossa nella consegna alimentare a diversi nuclei familiari. L'oratorio, nonostante gli spazi limitati, non ha impedito la frequenza di decine e decine di ragazzi nelle differenti attività gratuite organizzate da volontari: dal doposcuola ai corsi di matematica, scienze, inglese, francese, pc, chitarra, disegno ed arti grafiche, fino alla riscoperta del Tombolo, la creazione dei modelli per abiti, corsi di cucito, découpage, ceramica e pure zumba, fitness e ginnastica. C'è poi l'"incontro intergenerazionale" degli anziani che, con il loro bagaglio di vita, si rendono disponibili a raccontare le vecchie favole della nonna ai bimbi, per far tornare di moda quei valori etici oggi spesso dimenticati». E c'è pure il torneo di calcetto riservato agli under 20 ed over 15, voluto «per ricordare l'importanza dei campetti e come sia possibile, nonostante gli anni di abbandono, rispettare la zona non inquinandola». La festa patronale del 14 e 15 giugno, poi, è un tripudio di musica con le band «locali». Quest'anno, oltre alle conferenze in cantiere con la Polizia di Stato su temi come il bullismo, le gare di cucina, disegno e lettura e lo spettacolo di zumba dei ragazzi, ci sarà un'ospite d'eccezione, Claudia Koll, che racconterà la sua conversione.
Laici in missione tra le famiglie
L’entusiasmo dei giovani compensa la mancanza di una vera chiesa
