Indagati per omicidio in concorso quattro compagni di classe di Jonathan Lucas, il 15enne svizzero di Losanna morto mercoledì scorso durante una gita di classe nella sua stanza da letto a causa di una coltellata che gli ha trafitto il petto. Un atto dovuto a tutela dei minorenni e per svolgere accertamenti tecnici, precisano gli investigatori che non escludono altre piste, compresa quella del gioco finito in tragedia nonostante i ragazzi, in un secondo tempo, avrebbero ammesso un litigio precedente con la vittima. I quattro, tutti coetanei di Jonathan e tre suoi compagni di stanza a Roma, sono ripartiti verso Losanna ieri pomeriggio assieme al resto della scolaresca, mentre è stato rintracciato il negozio di Roma che ha venduto i coltelli modello "papillon" ai ragazzi, vietati in Svizzera, compreso quello che ha ucciso il 15enne: sull’attività commerciale sono in corso ulteriori controlli. La vicenda è avvenuta nell’ostello Domus Nascimbeni di via di Torre Rossa all’Aurelio, gestito dalle Piccole Suore della Sacra Famiglia. La comitiva, venti studenti e tre insegnanti dell’istituto Elysée nel cantone di Vaud erano arrivati a Roma il 7 aprile, sarebbero dovuti ripartire ieri invece – mercoledì notte – la festa è finita in un incubo. I vicini di stanza, una coppia di anziani in vacanza nella stessa struttura, hanno riferito di aver sentito «ragazzi urlare, ma di gioia, il solito baccano di studenti quando sono in gita». Pochi minuti prima delle 23, invece, la chiamata alla polizia. Le indagini della squadra mobile di Roma, coordinata dalla procura dei minori, sono partite dalle testimonianze dei ragazzi, compagni di classe di Jon, come lo chiamavano tutti, che inizialmente hanno parlato di un gioco, il «lancio dei coltelli». Diversi gli aspetti da chiarire. I tempi di chiamata dei soccorsi, per esempio: il 118 sarebbe giunto sul posto in soli 6 minuti ma avrebbe trovato il giovane già morto, il cuore non batteva più, qualcuno ha temporeggiato nel lanciare l’allarme? La ferita mortale, profonda cinque centimetri e non un taglio superficiale. Il fatto che l’autopsia effettuata sul corpo avrebbe rilevato anche la presenza di un "colpo" all’altezza del capo, che comunque non si esclude possa essere stato provocato da una caduta, ed altre escoriazioni sul volto e in particolare sul naso. Infine, il ritrovamento dell’arma, ancora insanguinata, nel giardino che circonda l’istituto religioso e non nella stanza d’hotel dove Jon è morto. Si attendono, in questo caso, gli esiti degli accertamenti sulle impronte digitali. Ieri, dopo aver parlato con un avvocato che si è recato nell’ostello, i ragazzi – compresi i quattro indagati – sono ripartiti per Losanna a bordo di un pullman. Le indagini proseguono "a distanza".
Indagati per omicidio 4 compagni di scuola di Jon
Atto dovuto. Un litigio prima del fendente