«Ritorno di primavera»anche per la nostra piccola stazione. Con l’avvicinarsi della Pasqua inizia il via vai dei turisti sui treni. Anch’essi sono stati in letargo invernale. Andare in stazione d'inverno, infatti, vuol dire fare un tuffo in un’umida malinconia: i treni passano raramente e gli altoparlanti sono silenziosi. È sempre bello vedere un treno; di lusso e sfrecciante o lento e sgangherato arriva comunque altezzoso e ondeggiante nella stazione, inghiotte tanta e diversa umanità e subito riparte. Il treno piace sopra tutto ai bambini, arriva e sparisce con un non so che di misterioso. Spesso prendo un treno della Sud-est per fare una passeggiata diversa anche se ora i vagoni tutti dipinti come dei «murales» vaganti sono molto meno romantici. Quando sono in fiore i mandorli e i peschi sembra di passare tra le ali bianche delle nuvole o degli angeli; molti anche brevi tragitti scoprono inaspettatamente querce maestose, vecchi pozzi, muretti e ponticelli antichi, passaggi a livello custoditi con piante colorate e tanto altro che oggi - con l'uso delle macchine - abbiamo purtroppo dimenticato. La stazione di Putignano è per me anche un caro ricordo: mia madre ci portava spesso a vedere il treno, un solo arrivo al giorno, durante la guerra, e mentre lei aspettava sempre il ritorno di mio padre di cui non si avevano notizie, noi bambini imparavamo a sognare e i nostri sogni se li portava il treno, al di là della curva ombreggiata da un mandorlo antico. L'inverno è finito la stazione si risveglia ma ricorda anche con nostalgia la quiete nevosa dell'inverno, quando i binari arrugginiti ospitavano solo le timide erbette in attesa della prossima generosa primavera.
Col ritorno della primavera lungo i binari riaffiorano ricordi tra pozzi, muretti e ponticelli
di Margherita Lombardo di Cumia «Ritorno di primavera»anche per la nostra piccola stazione. Con l’avvicinarsi della Pasqua inizia il via vai dei turisti sui treni. Anch’essi sono stati in letargo...
