Esplode il filone d’indagine sul «sistema rifiuti» a Malagrotta. La Procura della Repubblica ha delegato accertamenti ai consulenti di analizzare gli accordi fra Ama e Colari, relativi alle tariffe pagate dalla società pubblica per conto di Roma Capitale al consorzio presieduto da Manlio Cerroni. L’indagine si basa su un’ipotesi: ci sarebbe stata una truffa legata alle tariffe pagate dal Comune per il trattamento dei rifiuti urbani nei Tmb (trattamento meccanico biologico), per renderli Cdr (Combustibili da rifiuto). Il sistema è lo stesso già delineato nel primo troncone d’indagine, in cui sarebbero finiti vittima di truffa i comuni di Albano Laziale, Ardea, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio, Marino, Nemi, Pomezia e Rocca di Papa. I rifiuti di questi enti locali, secondo appalto, sarebbero dovuti diventare Cdr dopo il trattamento negli impianti di Tmb. In realtà, questo non sarebbe avvenuto, al punto che i rifiuti speciali finivano direttamente nella discarica di Malagrotta. A parte le indagini dei carabinieri della Tutela ambiente, che hanno svelato l’architettura di questa truffa, i periti della Procura hanno quantificato il presunto danno. È emerso, infatti, come il sodalizio capeggiato da Cerroni abbia indotto in errore le amministrazioni locali, «conseguendo nel periodo dal 2006 al 2012 un ingiusto profitto patrimoniale pari a euro 10 milioni 900mila, di cui 4 milioni 902mila 507 per il minor avviamento al termovalorizzatore (i Cdr devono finire in questi impianti e non nelle discariche in quanto è un rifiuto speciale)». Oltre a questo, i magistrati contestano anche «un aumento unilaterale delle tariffe per l’avviamento alla termovalorizzazione» dei rifiuti, «per 5 milioni 998mila 403 euro e 5 milioni 998mila 403». Il timore è che lo stesso identico sistema sia stato adottato anche per il Comune di Roma. In sostanza, i cittadini avrebbero pagato un servizio che sarebbe stato compiuto solo in parte, consentendo al Colari di avere guadagni extra. Nel filone Malagrotta, ci sono da esplorare anche i capitali legati alle presunte pressioni sul Gse (Gestore servizi elettrici) per avere i contributi in proroga per il gassificatore e l’Aia del 23 dicembre, con cui l’ex commissario governativo per l’emergenza rifiuti, il prefetto Goffredo Sottile, aveva concesso l’autorizzazione al funzionamento del Tmb linea 2.
Nel mirino le tariffe pagate dal Comune per scaricare a Malagrotta
Esplode il filone d’indagine sul «sistema rifiuti» a Malagrotta. La Procura della Repubblica ha delegato accertamenti ai consulenti di analizzare gli accordi fra Ama e Colari, relativi alle tariffe...
