Roma Capitale

Taglio alle poltrone Acea, richiesta illegittima

La mozione del consigliere Cozzoli che ribadisce la sovranità d’Aula firmata da 11 gruppi su 13

«Illegittima». Tale è la comunicazione all’Assemblea dei soci di Acea spa resa pubblica dal sindaco Marino. A metterlo nero su bianco il capogruppo capitolino Anp e membro della Commissione Bilancio, Ignazio Cozzoli. Occorre partire da quì per raccontare una giornata, come quella di ieri, e una vicenda come quella del braccio di ferro tra l’inquilino di Palazzo Senatorio e i vertici dell’azienda quotata in borsa, che inizia a innervosire non solo gli ambienti economici ma anche quelli politici. In particolare quelli del Pd e della maggioranza che sostiene il sindaco. Non a caso la mozione Cozzoli è stata sottoscritta da undici dei tredici gruppi consiliari in Aula Giulio Cesare. A non firmare infatti la Lista civica Marino e il Pd, nonostante i malumori interni ai democratici espressi dal deputato, ex ex capogruppo in Campidoglio, protagonista proprio della battaglia su Acea due anni fa, Umberto Marroni: «Consiglio di evitare posizioni inutilmente conflittuali e demagogiche, visto che si tratta di una società quotata in Borsa. Coinvolgere Acea in una polemica confusa rischia di esporre erroneamente la prima azienda pubblica italiana dell’acqua. Suggerirei al sindaco Marino di non dare l’idea all’esterno di trasformare questa discussione in uno scontro di potere su nomine o posti, ma di farsi promotore di un’azione politica e di governo costruttiva allo scopo di rafforzare il ruolo dell’azienda nell’economia cittadina e per offrire servizi efficienti». A chiedere un confronto in Aula anche Fratelli d’Italia con Ghera e Ncd con Pomarici. Del resto, come ricorda Cozzoli nella mozione, il sindaco esercita «il suo potere di rappresentanza dell’Assemblea capitolina all’interno dell’Assemblea dei Soci di Acea spa su delega espressa dell’Assemblea capitolina». Nello specifico, come se non bastasse, si ricorda anche che «ogni modifica e proposta all’Assemblea dei soci di Acea spa di mutamenti straordinari che modifichino assetti societari in corso di mandato triennale, devono essere delegati espressamente dall’Assemblea capitolina al sindaco, che si trova nella posizione di essere un mero rappresentante della volontà dell’organo assembleare». Un monito al primo cittadino arriva anche da Alfio Marchini: «Il sindaco ha sempre detto di usare merito, risultati e competenze come criterio per le nomine. Ebbene i brillanti risultati della gestione Gallo sono inconfutabili e sono stati riconosciuti e premiati dal mercato. Sono certo che il sindaco non vorrà rinnegare se stesso. Mi pare altresì illegittimo che il Comune di Roma, azionista di maggioranza con il 51%, voglia indicare un presidente che dovrà sempre essere di elevato standing, di indubbia competenza e di garanzia per tutti gli azionisti. Consiglierei di evitare forzature che non ritengo utili né necessarie». E in effetti, sempre ieri, l’amministratore delegato di Acea spa, Paolo Gallo nel corso dell’audizione in commissione Bilancio in Comune ha "snocciolato" cifre importanti: 250 milioni di investimenti per cinque impianti di trattamento rifiuti; 125mila nuovi punti luce nei prossimi cinque anni; un programma investimenti per 1,3 miliardi di euro sul fronte delle reti idriche. Numeri, non parole. Come gli undici gruppi sui 13 presenti in Campidoglio che indicano come, su questa vicenda, il sindaco sia finito in minoranza.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.