COLLEFERRO Una protesta pacifica ma ferma, quella messa in atto dai 18 sindaci del comprensorio di Colleferro presso la sede del Commissariato per ribadire la loro ferma opposizione alla chiusura del presidio di polizia. Al termine della manifestazione gli amministratori hanno sottoscritto un documento nel quale ribadiscono «la volontà e la convinzione che debba rimanere attivo l'intero Presidio colleferrino, costituito da Commissariato, Polizia Stradale e Polizia Ferroviaria, quale irrinunciabile punto di riferimento per i residenti di una vasta area che conta oltre 97.000 cittadini». Nel documento siglato dai sindaci, si ribadiscono anche alcune considerazioni. «Noi amministratori siamo convinti che il nostro Distaccamento, se possibile, debba essere potenziato ulteriormente per rafforzare la sicurezza di una così vasta area compresa tra Roma e Frosinone. La nostra presenza odierna vuole essere una manifestazione concreta che, se anche formalmente interrotta, deve considerarsi quale presidio permanente ed atto a salvaguardare i nostri diritti». «È inaccettabile la chiusura di questo presidio e se oggi siamo qui a manifestare, lo facciamo per garantire la sicurezza delle migliaia di cittadini che rappresentiamo - ha detto il sindaco di Colleferro Mario Cacciotti - Lo stiamo facendo in maniera ferma e composta, ma intenzionati a non demordere finchè non saremo sicuri che il nostro Commissariato rimarrà in questo luogo per svolgere un servizio che è assolutamente indispensabile per tutto il territorio». Gli amministratori, con tanto di fascia tricolore e gonfalone al seguito, sono rimasti per tutta la mattinata sotto la sede di via Casilina, insieme ai rappresentanti delle istituzioni politiche locali, ai delegati sindacali di Polizia e ai tantissimi cittadini che hanno voluto manifestare la loro solidarietà. Una nota è stata pure rilasciata dal deputato del territorio Renzo Carella: «Il 31 marzo incontreremo il Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, insieme ad una delegazione di sindaci della Valle del Sacco, sulla vicenda del ridimensionamento dei Commissariati di Pubblica Sicurezza. Un incontro fondamentale per comprendere come si dovrà andare avanti in questa delicata vicenda, nell'ambito della ristrutturazione delle forze di Polizia sul territorio. Auspichiamo che il prefetto accolga le istanze che provengono dai territori e dai cittadini». Prima della conclusione dell'evento è voluto salire sul palco anche il sindaco di Cave Massimo Umbertini: «Questo è un territorio che ha avuto un notevole accrescimento di popolazione, mentre i servizi sono carenti. Circa 30 mila persone ogni giorno affollano i treni della ferrovia Roma-Cassino, ed è quindi quanto mai necessaria anche la Polizia ferroviaria poiché i residenti di questa vasta area a sud della Capitale chiedono sicurezza».
Sindaci in coro: il Commissariato non si tocca
«No alla chiusura, indispensabile rafforzare la sicurezza dell’area tra Roma e Frosinone»
