Roma Capitale

Zero fondi e la necropoli ritorna nell’oblio

Un sepolcreto con 80 tombe del II e III secolo d.C., una tomba di famiglia e la sepoltura di una donna, con chiusura ermetica inconsueta, unica a Roma, tanto da far supporre che si trattasse di una...

Un sepolcreto con 80 tombe del II e III secolo d.C., una tomba di famiglia e la sepoltura di una donna, con chiusura ermetica inconsueta, unica a Roma, tanto da far supporre che si trattasse di una figura femminile con poteri sovrannaturali, la stessa che alimentò la leggenda della cosiddetta «Strega della Garbatella». È la necropoli di Ostiense, importante ritrovamento archeologico in via Padre Semeria, una traversa della Colombo, ora interrata per questione di fondi. Il terreno in questione è in un’area dell’Inps, che l’ha rilevata dall’Ipost, ente soppresso di Poste italiane, il quale ne aveva previsto il recupero e la valorizzazione. I lavori erano iniziati, ma ora più nulla. Sul cancello c’è ancora il cartello con la scritta «Scavi archeologici», ma tutto è stato ricoperto e i lavori sono stati bloccati. «Il proprietario del terreno è cambiato e l’Inps non ha portato avanti il progetto di edificazione», spiegano dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma. «Quindi, abbiamo fermato tutto e ricoperto per proteggere i reperti, pur avendo documentato ogni cosa nelle carte archeologiche, dopo le rilevazioni sulle tombe di valore, continuando nell’attività di vigilanza sullo scavo, come di nostra competenza. La copertura è a scopo di manutenzione dei ritrovamenti, perché se le strutture rimangono fuori terra o senza protezioni si usurano. È un modo per evitare l’ammaloramento». E su possibili progetti futuri che potranno avere vita sul terreno si puntualizza: «Qualsiasi pianificazione che verrà attuata dovrà comunque avere le autorizzazioni dell’autorità pubblica e della Soprintendenza di Stato». Sulla questione è intervenuto anche Michele Maritato, presidente di Assotutela, che ha lanciato pure una petizione online, indirizzata al presidente del Consiglio, Matteo Renzi e al Ministro per i Beni culturali Franceschini, «per tutelare e valorizzare i beni archeologici nei quartieri periferici». «Perché non c’è solo il Foro romano», dice. «Al pari dei Municipi confinanti – evidenzia Maritato - chiediamo all’VIII Municipio e al sindaco Marino di promuovere un atto che valorizzi l’archeologia locale. Nell’XI Arvalia Portuense, infatti, è stata approvata una delibera che istituisce il percorso dei siti storico-archeologici, con tanto di calendario per le visite. Un motivo in più per promuovere il territorio, dare valore alla storia e alla memoria, iniziando percorsi virtuosi in grado di creare occupazione».

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