Roma Capitale

Travolto da una «montagna» di carbone

CIVITAVECCHIA - «L’ufficiale non doveva essere nella stiva a svolgere quelle operazioni, peraltro alle 3 del mattino. Non era una sua mansione, non aveva una adeguata esperienza». Ne è convinto il...

CIVITAVECCHIA - «L’ufficiale non doveva essere nella stiva a svolgere quelle operazioni, peraltro alle 3 del mattino. Non era una sua mansione, non aveva una adeguata esperienza». Ne è convinto il presidente della Compagnia Portuale di Civitavecchia Enrico Luciani, all’indomani del tragico incidente avvenuto a bordo della nave carboniera «Black Pearl». All’alba di domenica il primo ufficiale Vyachcslav Vershinin, 58enne ucraino, ha perso la vita travolto in pochi secondi centinaia di chili di carbone, in grani anche di un centimetro e mezzo; probabile quindi che sia morto soffocato. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalla Capitaneria di porto, che sta conducendo le indagini per conto della Procura, l’ufficiale si trovava in una delle due stive destinate al carico, quando è stato improvvisamente investito e sommerso da un ingente cumulo di carbone. Uno dei boccaporti di accesso del carbone si è ostruito. Il primo ufficiale, anziché procedere dall'alto per liberare il passaggio del carbone, come usualmente viene fatto in questi casi, è sceso nell'area sottostante, sulla stiva, facendo leva con una canna. Le indagini proseguono e ieri sono stati sentiti alcuni testimoni, mentre la nave è stata spostata alla banchina 13 bis. «Una morte – ha aggiunto Luciani – che è una beffa per quanti, come noi, come la società Minosse e come la stessa Enel, hanno voluto fare in modo che le operazioni di discarica avvenissero nel modo più sicuro possibile. Il Documento di Valutazione del Rischio, redatto insieme, rappresenta uno strumento all’avanguardia e da prendere ad esempio».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.